Emergenza acqua in via Mascagni a Pieve: il Comune anticipa i fondi

Pieve Emanuele: distacco dell'acqua per morosità da 214.000€ in via Mascagni. Intervento del Sindaco Costanzo per ripristinare il servizio

Situazione di emergenza a Pieve Emanuele, dove il condominio di via Mascagni, sede del Centro di Cultura Sociosanitaria (CCSS), è rimasto per due giorni senza acqua a causa di una morosità record verso CAP Holding pari a 214.000 euro. Il sindaco Pierluigi Costanzo è intervenuto con durezza sulla vicenda, stigmatizzando la gestione dell’amministratore condominiale e attivandosi per il ripristino immediato del servizio.

Il distacco, avvenuto tramite piombatura dei contatori, ha causato pesanti disagi non solo alle famiglie residenti, ma anche alle attività del presidio sanitario che ospita medici di base, guardia medica e infermieri. Nonostante l’assenza di acqua, il personale sanitario ha garantito la continuità del servizio con estrema professionalità.

La mediazione del Comune e il ripristino del servizio

L’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco e dall’assessore Eugenio Rogliani, ha avviato una serrata trattativa con il Presidente di CAP Holding, Yuri Santagostino. Grazie a questo intervento, l’azienda idrica ha accettato di riattivare il flusso a fronte di un acconto di 25.000 euro (rispetto ai 64.000 inizialmente richiesti) come segnale di volontà per il rientro del debito complessivo.

Per sbloccare lo stallo, il Comune di Pieve Emanuele — pur essendo in regola con tutti i pagamenti — ha deliberato un’anticipazione di spesa:

  • 16.258,91 euro: versati come anticipo su spese condominiali straordinarie per permettere al condominio di raggiungere la somma necessaria al bonifico verso CAP Holding.
  • Ripristino immediato: Nella giornata odierna il servizio idrico è tornato regolare in via Mascagni.

Accertamento delle responsabilità e autonomia del CCSS

Il sindaco Costanzo ha annunciato la convocazione ufficiale dell’amministratore di condominio, al quale verrà chiesto conto della mancata comunicazione: CAP Holding aveva infatti inviato una PEC di avviso diversi giorni prima della chiusura, rimasta apparentemente inevasa e non comunicata ai condomini né all’ente pubblico.

“Il debito accumulato è tra i più grandi registrati nell’intera Città Metropolitana — ha dichiarato il Sindaco —. Non consentiremo a nessuno di mettere a rischio l’efficienza e l’esistenza stessa del Centro di Cultura Socio Sanitaria”.

Per evitare che simili episodi si ripetano, il Comune ha già richiesto formalmente a CAP Holding di rendere autonomi i contatori del CCSS, svincolandoli dalla gestione condominiale morosa e garantendo così un rapporto diretto tra l’ente e il fornitore del servizio idrico.

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