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Coordinare meglio le politiche regionali sulla casa: necessaria una revisione della legge regionale n°16/2016

Il Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione ha completato la valutazione sull'emergenza abitativa con alcune raccomandazioni

12 Gennaio 2024
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Un maggiore coordinamento tra i diversi interventi che Regione Lombardia ha in campo per contrastare efficacemente l’emergenza abitativa. Questa la principale raccomandazione contenuta nelle conclusioni della relazione sulla missione valutativa “Le risposte locali ai bisogni abitativi” approvata oggi all’unanimità dal Comitato paritetico di valutazione e controllo del Consiglio regionale.
La relazione, illustrata dai Consiglieri Ivan Rota (FI) per la maggioranza e Carlo Borghetti (PD) per la minoranza, prende spunto dal rapporto frutto dell’accordo di collaborazione tra il Consiglio regionale e il Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano. Il gruppo di lavoro che ha realizzato lo studio era composto dai professori Massimo Bricocoli, Stefania Sabatinelli e Paola Savoldi che si sono relazionati con l’Ufficio Studi, Analisi leggi e Politiche regionali del Consiglio.

Lo studio promosso dal Comitato Paritetico intendeva approfondire la conoscenza dei processi di implementazione della l.r. 16/2016 e rilevare le scelte attuative a livello locale, facendo risaltare aspetti di somiglianza e differenze, in particolare riguardo alle misure per facilitare l’accesso alla casa e rispondere in modo coerente ed efficace ai bisogni abitativi locali. Sono stati identificati cinque ambiti territoriali sui novantuno presenti in Regione su cui effettuare un’analisi più dettagliata. Gli ambiti selezionati, tenendo conto di diverse dimensioni (popolazione, classe di fabbisogno abitativo, profilo territoriale, ALER di riferimento, incidenza di sfratti, presenza di agenzie per la casa, presenza di accordi di riferimento per il canone concordato) sono Cinisello Balsamo, Como, Garda Salò, Milano Città, Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve.

Dallo studio emerge che una quota rilevante di nuclei familiari meno abbienti che risiedono in abitazioni private locate a prezzi di mercato destina ai costi abitativi un importo superiore al 40% del proprio reddito, ovvero superiore al limite convenzionalmente indicato come soglia di sostenibilità economica della locazione. Basandosi sul numero di sfratti e i prezzi medi degli affitti, le zone dove il disagio abitativo risulta più acuto solo le province a rilevanza turistica, i maggiori capoluoghi e le aree meno performanti economicamente nella fascia sud della regione.

Le misure principali per alleviare in disagio abitativo sono:

  • il canone concordato al quale accede solo il 9,8% dei nuclei familiari in affitto, rispetto all’86,7% in locazione a prezzi di mercato. Si tratta dunque di una misura residuale che andrebbe invece incentivata e promossa dagli enti locali e dalle ALER.
  • Il contributo di solidarietà è volto ad attenuare i costi della locazione di nuclei assegnatari di alloggi pubblici in temporanea difficoltà economica. I fondi attualmente stanziati coprono solo una parte della domanda e concorrono solo parzialmente alla riduzione della morosità incolpevole.
  • La Misura Unica ha visto triplicare nel 2022 i fondi a disposizione: nella sola città di Milano le risorse disponibili sono passate da 2,3 a 6,6 milioni di euro. Le domande pervenute sono state 14.279; solo il 18% circa risulta finanziato. Il 60% delle domande proviene da richiedenti con cittadinanza extracomunitaria; più dell’80% dei richiedenti ha reddito ISEE inferiore a 10.000 euro.

Lo studio evidenzia inoltre come la quota sostanziale di finanziamento per ampliare l’offerta di edilizia residenziale sociale (SAS) è derivata dal fondo comune di investimento immobiliare denominato Fondo Immobiliare Lombardia (FIL) istituito con la Legge regionale 16/2016 e finalizzato alla costruzione o acquisizione di immobili da destinarsi alla domanda sociale. Gli interventi residenziali finanziati dal fondo hanno consentito ad oggi la realizzazione di 30 complessi residenziali di nuova costruzione o rinnovati, incluse quote di superficie destinate a residenze universitarie per una spesa complessiva di 332 milioni di euro. Gli interventi ultimati (2.307 nuovi alloggi, di cui il 77% rimasti in gestione al FIL) e quelli in via di realizzazione sono concentrati a Milano. Il 94% per cento delle unità immobiliari è destinato alla locazione ma solo il 64% a canone sociale. Le rimanenti unità sono affittate a prezzi di mercato o con la formula affitto con riscatto.

La relazione del Comitato conclude indicando le seguenti priorità: miglior integrazione tra le politiche e i servizi abitativi con le politiche sociali, attivare un coordinamento delle misure a livello di ambito evitando che nella distribuzione delle risorse prevalgano i Comuni capoluogo, migliorare il raccordo fra politiche abitative e politiche urbanistiche e programmazione locale tenendo conto della domanda sociale nella redazione dei PGT, Il Comitato osserva inoltre che l’acquisizione ed elaborazione di informazioni sull’utenza dei servizi abitativi e sui destinatari degli interventi promossi è ancora insufficiente, occorre implementare l’Anagrafe dei Beneficiari prevista dalla Legge regionale 16/2016 un elemento cruciale quanto critico. Il mercato dell’affitto privato, che costituisce l’unica opzione per molti cittadini a basso reddito, è di difficile accesso mentre gli alloggi sociali sono solo il 2.77% dell’intero patrimonio abitativo regionale.
Il Comitato auspica pertanto una crescente attenzione alle misure di sostegno all’accesso e al mantenimento dell’abitazione in particolare nei contesti che lo studio ha definito a maggiore disagio abitativo (zone turistiche, capoluoghi, aree a sud della regione).
Infine il Comitato richiama la necessità di implementare e rendere più efficiente il sistema di accreditamento regionale dei soggetti privati e non-profit che intervengono per sviluppare l’offerta di edilizia residenziale sociale prevedendo sistemi di raccolta dati e forme di rendicontazione dell’attività svolta che consentano di valutare l’efficacia delle politiche promosse da Regione.

Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Silvana Snider (Lega), Marisa Cesana (Lombardia ideale), Manfredi Palmeri (Lombardia Migliore) e Massimo Vizzardi (Azione-Italia Viva) evidenziando la necessità di un aggiornamento della legge 16 alla luce della mutata situazione del mercato immobiliare e dell’accresciuta domanda di alloggi popolari e sociali.

Sono molto soddisfatto del lavoro svolto in questa missione valutativa che affrontava un tema delicato e molto sentito. La relazione messa a punto in collaborazione con il Politecnico di Milano è un documento importante e ricco di spunti che metteremo a disposizione di tutti gli stakeholder sul territorio perché ne traggano valutazioni e adottino i necessari correttivi. La casa è un bene primario per tutti i cittadini e le istituzioni devono mettere in campo politiche efficaci per contrastare il sempre più diffuso disagio abitativo che si manifesta in modo particolare in alcune aree della Regione. Il documento ora sarà trasmesso alla Commissione Sociale per le valutazioni del caso e alla Giunta per le azioni di conseguenza.

Claudio Mangiarotti, Presidente del Comitato Paritetico.

politiche casaRegione Lombardiarevisione legge regionale
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