Presentato alla Scala il primo “GIO Festival”: la Puglia celebra Umberto Giordano tra opera e jazz

Presentata al Teatro alla Scala la prima edizione del GIO Festival a Foggia e in Capitanata. In scena l'Andrea Chénier con l'allestimento di Martone

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Dalle prestigiose sale del Teatro alla Scala di Milano ai palcoscenici diffusi della Capitanata. È stata presentata ufficialmente nel capoluogo lombardo la prima edizione del GIO Festival (Giordano International Opera Festival), un’ambiziosa kermesse itinerante che dal 5 al 20 giugno 2026 celebrerà l’eredità artistica del grande compositore verista Umberto Giordano nella sua terra d’origine.

Un’alleanza strategica per lo sviluppo del territorio

Il festival nasce da un’intelligente intuizione della Camera di Commercio di Foggia, sviluppata d’intesa con il Comune e la Provincia, e sostenuta con convinzione da Regione Puglia e Puglia Culture. Grazie al supporto tecnico-progettuale di ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Culturali), la manifestazione è stata strutturata come un piano di marketing territoriale a base culturale: un progetto per fare rete e valorizzare l’immenso patrimonio e l’attrattività turistica della Capitanata, unendo idealmente i selvaggi Monti Dauni, il Tavoliere e il mare del Gargano.

Sotto la direzione artistica dei maestri Gianna Fratta e Dino De Palma, il festival si snoderà per sedici giorni attraverso un cartellone policentrico che toccherà ben sette comuni: Foggia, Biccari, Manfredonia, Peschici, Roseto Valfortore, Torremaggiore e Vieste, portando la grande musica nei borghi e nelle piazze storiche.

Il cartellone lirico: rarità e l’allestimento della Scala

Il cuore pulsante del festival risiede nella sezione “Opera in scena”, che propone tre titoli del catalogo giordaniano capaci di unire la riscoperta musicologica a produzioni di respiro internazionale:

  • Marina (5 giugno, Foggia): Al Teatro Umberto Giordano andrà in scena la prima rappresentazione assoluta in forma scenica di questo raro e sconosciuto melodramma giovanile. La regia è firmata da Giandomenico Vaccari, con l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Foggia e il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari diretti da Matteo Dal Maso.
  • Il Re (14 giugno a Foggia, 15 giugno a Manfredonia): L’ultima opera di Giordano si mostrerà al pubblico in una coraggiosa e innovativa versione itinerante “da strada” curata da Manu Lalli, prodotta da Venti Lucenti e Suoni del Sud sotto la direzione di Benedetto Montebello.
  • Andrea Chénier (20 giugno, Foggia): Il gran finale all’aperto in Piazza Cavour ospiterà la ripresa del monumentale allestimento del Teatro alla Scala di Milano firmato da Mario Martone. Lo spettacolo vedrà l’Orchestra e il Coro del Petruzzelli di Bari diretti da Gianna Fratta, con voci del calibro di Jorge de León e Maria Agresta.

Quando ho ricevuto la mail della Maestra Gianna Fratta sono rimasto colpito: parole esatte, consapevolezza delle difficoltà ma chiarissima determinazione. Riprendere a Foggia, in piazza, per una sola recita l’Andrea Chénier con cui abbiamo inaugurato la stagione della Scala nel ‘20 era senza dubbio un’idea estrema. E in quanto tale mi ha subito appassionato. Si tratta di uno spettacolo molto impegnativo dal punto di vista della regia, della scenografia, dei costumi, delle luci e che vede in scena una quantità di persone impressionante, tra cantanti, coro, danzatori, mimi (cosiddetti, quando cambiamo questa terminologia per definire le attrici e gli attori che lavorano in uno spettacolo lirico?), bambini. Penso a Fitzcarraldo e alla sua ossessione nel riuscire a realizzare un teatro della foresta amazzonica. E non perché stiamo andando a Foggia, nel mio amato sud, direi lo stesso se la proposta fosse venuta da una piccola città di qualunque altra parte d’Italia, è la sola idea di tirar fuori quello spettacolo dalla Scala per portarlo in una piazza che appartiene al regno dell’immaginazione prima che a quello della realtà. Perché diventi reale siamo al lavoro in tanti, a cominciare dal mio collaboratore alla regia Raffaele Di Florio non nuovo a imprese come questa, Margherita Palli col suo sguardo rigoroso, il teatro Petruzzelli con cui ebbi una felice esperienza mozartiana un po’ di anni fa, Ursula Patzak, Pasquale Mari, Daniela Schiavone  e naturalmente il Teatro Alla Scala, senza il quale non ci sarebbe nulla di tutto questo, e che sarà rappresentato sul palcoscenico di Foggia dalla direttrice di scena Barbara Patruno. Un aspetto importante del sì a questa impresa è stata l’adesione di Maria Agresta, soprano che amo molto, abbiamo lavorato insieme in due felici produzioni verdiane, una scaligera (l’Oberto), una al San Carlo di Napoli (Otello). E così si proverà a rendere nuovamente omaggio a Umberto Giordano: chi avrebbe mai detto che ne sarei diventato un cultore, dopo tre produzioni alla Scala e ora questa trasferta nella sua Foggia! Infine, la cosa forse più importante: Andrea Chénier è una storia di popolo, oltre che di slanci amorosi, contradditoria, alla fine feroce, ma “si tratta pur sempre di rivoluzioni”. Portare in piazza la rivoluzione francese mi sembra una cosa così giusta. Il viaggio di questo spettacolo dunque continua, in un modo che speriamo appassionerà noi e voi.
Mario Martone, regista

Un festival multidisciplinare: i format in programma

Il GIO Festival propone un palinsesto trasversale che unisce generi e linguaggi differenti per coinvolgere un pubblico ampio ed eterogeneo:

  • Gio Jazz: Il verismo incontra le contaminazioni afroamericane con gli arrangiamenti dei brani giordaniani affidati a stelle del jazz, a partire dal celebre Danilo Rea Quartet (6 giugno a Foggia, 18 a Vieste e 19 a Roseto) e dalla pianista Francesca Tandoi (13 giugno).
  • Gio Cinema: Appuntamenti al Chiostro Santa Chiara dedicati alla settima arte, con la proiezione di pellicole storiche (la Fedora del 1942 di Mastrocinque e quella del 1997 al Metropolitan con Freni e Domingo) e rari filmati d’archivio dell’Istituto Luce.
  • Un Giordano, s’il vous plaît!: Salotti musicali e concerti cameristici in atmosfere conviviali arricchite da un brindisi con il pubblico, tra cui spicca l’omaggio a Maria Callas con la voce recitante di Giampiero Mancini (9 e 11 giugno).

La programmazione sarà arricchita dalla Notte Bianca Giordaniana (13 giugno), che animerà il centro di Foggia fino all’una di notte ospitando anche un grande galà con il Balletto di Roma, e dal Convegno Internazionale di Studi (16-17 giugno), organizzato con l’Università e il Conservatorio per approfondire le fonti d’archivio e gli orizzonti culturali legati al compositore.

A Foggia tutto è intitolato ad Umberto Giordano, i protagonisti delle sue opere sono scolpiti nel centro della città e la sua figura troneggia nel mezzo. Tuttavia, Giordano non aveva un suo festival; anzi, era forse l’unico grande operista italiano a non avere una manifestazione dedicata. A quasi ottant’anni dalla sua morte, una rete territoriale di istituzioni e privati, si è coordinata virtuosamente per colmare un vuoto e soddisfare un bisogno che non poteva più aspettare. E noi siamo orgogliosi di aver dato voce artistica a questa esigenza, organizzando, nel nome di Umberto Giordano, un festival diffuso, plurale e aperto, inclusivo e polisemantico, con centinaia di artisti da tutto il mondo.
Gianna Fratta, direttrice d’orchestra

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