Giovedì 29 gennaio 2026, la Sala Consigliare di Rho ha ospitato il convegno “Una casa per chi studia. Una città per crescere”, un momento di confronto strategico sul futuro della città come polo d’accoglienza per gli studenti universitari. L’iniziativa, introdotta dal presidente Calogero Mancarella, ha analizzato le opportunità legate all’insediamento del campus MIND e della nuova sede dell’Università Statale di Milano.
Il progetto mira a integrare 1.200 giovani nel tessuto urbano: 300 attraverso studentati concentrati e 900 tramite il modello dello “studentato diffuso”, ovvero l’utilizzo di circa 200 abitazioni private messe a disposizione di studenti, ricercatori e docenti.
I numeri e la sfida dell’abitare
Secondo i dati forniti da Paolo Bindi, Rho dispone attualmente di 27.000 alloggi, di cui oltre 4.700 già locati. La città offre una ricettività di 1.570 posti letto tra alberghi, B&B e residence, ma la vera scommessa risiede nel trasformare parte del patrimonio privato in residenzialità universitaria sostenibile.
Un punto di forza cruciale è la mobilità dolce: se in autobus il tragitto tra i quartieri periferici e MIND può richiedere fino a 80 minuti, in bicicletta il tempo si riduce a soli 30 minuti, rendendo le sedi universitarie a portata di pedale.
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Le esigenze degli studenti e il mercato immobiliare
Dall’indagine presentata da Christian Colombo emerge che i fuori sede non cercano solo un letto, ma servizi integrati: mezzi efficienti, aule studio moderne, mense e convenzioni per sport e ristorazione. Massimo Paschino (Century 21) ha evidenziato come l’affitto agli studenti, superando i pregiudizi sulla gestione, rappresenti un’opportunità di rivalutazione degli immobili grazie a contratti innovativi da 12 a 36 mesi.
Gli esperti Marco Muscogiuri (Politecnico di Milano) e Lorenzo Margiotta hanno sottolineato la necessità di ripensare gli spazi interni ed esterni: servono stanze attrezzate per il lavoro digitale e “sale studio diffuse” in città, dotate di connessioni veloci e postazioni per il lavoro di gruppo.
Strumenti normativi e visione politica
Il tema della sostenibilità economica resta centrale. Giuseppe Cangialosi (Sercop) ha richiamato l’importanza del canone concordato e di un “patto di responsabilità” tra Comune e proprietari per evitare speculazioni. Il dirigente comunale Vittorio Dell’Acqua ha confermato che l’ente può agire come calmieratore dei prezzi, garantendo la qualità dei servizi offerti.
In una visione di lungo periodo, il sindaco Andrea Orlandi ha definito la scelta universitaria come una rigenerazione necessaria per contrastare l’invecchiamento demografico. “Sfruttiamo il nostro plus, il non essere Milano”, ha dichiarato il primo cittadino, puntando su un modello di accoglienza meno anonimo e più collaborativo.
Proposte per una città “student friendly”
Tra le proposte emerse per rendere Rho più attrattiva figurano:
- trasporto pubblico a chiamata e potenziamento dei collegamenti con gli atenei;
- creazione di una bacheca digitale “WELcomeRHO” per l’incontro tra domanda e offerta;
- servizi di co-housing e progetti di volontariato informale;
- guida multilingue e spazi studio aperti fino a tarda sera.
L’evento si è concluso con l’impegno di Andrea Recalcati e dell’intero Consiglio a preservare l’identità rhodense in questa fase di grande trasformazione internazionale legata alla Fiera e a MIND.
