Milano, incontro al Centro Culturale sul tema dell’essere umani
Giovedì 15 ottobre 2026 alle 21.00 il Centro Culturale di Milano promuove un incontro sull'enciclica Magnifica humanitas con Marta Cartabia e Gad Lerner

Il Centro Culturale di Milano promuove per la serata di giovedì 15 ottobre 2026, alle ore 21.00, l’incontro intitolato “Il dovere urgente di restare profondamente umani”. L’evento costituisce il primo momento di approfondimento del percorso culturale scelto per le stagioni 2026 e 2027, incentrato sull’affermazione “Il volto umano è la pienezza verso cui cammina la storia”, tratta dall’Enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV.
Relatori ed esperti a confronto
L’appuntamento raccoglie il contributo di personalità del mondo accademico, economico, sociale e dell’informazione. La tavola rotonda, coordinata dal direttore del CMC Camillo Fornasieri, vedrà la partecipazione di:
- Marta Cartabia, docente di Diritto costituzionale presso l’Università Bocconi di Milano e presidente della Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto;
- Alessandro D’Avenia, docente e scrittore;
- Gad Lerner, giornalista e saggista;
- Pietro Modiano, manager ed economista;
- Vittorio Pelligra, docente di Economia politica all’Università di Cagliari e direttore della Scuola di Economia Civile;
- Antonio Polito, giornalista ed editorialista del Corriere della Sera.
I temi del dibattito: etica, società e intelligenza artificiale
L’evento si inserisce nel ciclo di lavoro “Alla scuola della Magnifica humanitas”, promosso dall’Associazione Centri Culturali e da Compagnia delle Opere. Il dibattito intende analizzare ambiti cruciali per la convivenza civile quali l’educazione, la politica, il lavoro, l’economia e i mezzi di informazione, settori oggi profondamente trasformati dall’avvento delle tecnologie digitali e dalla diffusione su larga scala dell’intelligenza artificiale.
Al centro della riflessione vi è la necessità di orientare le innovazioni tecnologiche attraverso un giudizio etico e personale in grado di tutelare la centralità e la dignità della persona, contrastando visioni puramente utilitaristiche della società.
