Archivio comunale di Rho, l’elogio della Soprintendenza: «Un esempio da esportare»

La Soprintendenza della Lombardia elogia l'Archivio comunale di Rho. Cento visitatori alla scoperta di pergamene del 1500, referendum del 1946 e stemma cittadino.

Rho archivio comunale elogio sovrintendenza

L’Archivio comunale di Rho diventa un modello virtuoso per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico. A riconoscerlo è la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia, che ha espresso un giudizio particolarmente positivo sul lavoro svolto dall’Amministrazione comunale per il riordino e la nuova sistemazione dei documenti cittadini.

L’occasione è stata la partecipazione di Rho all’iniziativa nazionale “Domeniche di carta”, promossa dal Ministero della Cultura. Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, circa cento persone hanno visitato l’Archivio comunale di via Bersaglio 5, scoprendo pergamene risalenti al Cinquecento, documenti sulle prime votazioni a suffragio universale e testimonianze sulla storia dello stemma cittadino.

Durante l’incontro introduttivo, Francesca Furst, alla guida della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia, ha elogiato il percorso intrapreso dal Comune: “A chi chiederà indicazioni, suggeriremo di chiamarvi: il modello Rho va esportato perché è un modello virtuoso”.

L’Archivio di Rho apre le porte: cento visitatori per le Domeniche di carta

Il fine settimana del 10 e 11 ottobre ha permesso ai cittadini di entrare negli spazi dell’Archivio comunale e conoscere una selezione di documenti che raccontano oltre cinque secoli di storia del territorio.

L’iniziativa si è svolta nella nuova sede di via Bersaglio 5, inaugurata il 21 giugno 2025, dopo un percorso di riordino e valorizzazione del patrimonio archivistico avviato nel 2023.

Le visite sono state organizzate attraverso tre postazioni tematiche, curate da Chiara Ceppi, Giusy Galatà e Federica Germana Giordani, della Cooperativa Archivistica e Bibliografica.

Ogni postazione ha approfondito un aspetto diverso della storia rhodense, attraverso l’esposizione e la spiegazione di documenti originali conservati nell’Archivio.

Le pergamene del Cinquecento e la concessione di Papa Giulio II

Uno dei momenti più significativi della visita è stato dedicato alle sette pergamene storiche selezionate per l’occasione.

Tra queste figurava una concessione di Papa Giulio II, datata 1504 e relativa al Convento degli Agostiniani, un documento che testimonia i rapporti tra istituzioni religiose e territorio all’inizio del Cinquecento.

La pergamena è stata esposta accanto ad alcuni atti notarili dello stesso periodo, per permettere ai visitatori di osservare le differenze tra la redazione degli atti pubblici e quella dei documenti privati di oltre cinquecento anni fa.

L’approfondimento ha consentito di conoscere non soltanto il contenuto dei documenti, ma anche le caratteristiche materiali delle carte, le modalità di scrittura e il loro valore come testimonianze storiche.

Il referendum del 1946 e il primo voto delle donne a Rho

Una seconda postazione è stata dedicata al referendum istituzionale del 1946, che portò alla scelta della Repubblica e segnò una tappa fondamentale nella storia democratica italiana.

I visitatori hanno potuto conoscere i risultati delle votazioni a Rho e approfondire il contesto delle prime consultazioni a suffragio universale.

Particolarmente interessante il riferimento al primo voto delle donne nella storia cittadina, che avvenne già il 24 marzo 1946, in occasione delle elezioni amministrative, alcuni mesi prima del referendum del 2 giugno.

La documentazione conservata nell’Archivio permette così di ricostruire un passaggio importante della partecipazione politica e civile della comunità rhodense.

Dallo stemma cittadino al riconoscimento di Rho come Città nel 1932

Il terzo approfondimento ha riguardato la storia dello stemma di Rho e le vicende che hanno contribuito alla formazione dell’identità istituzionale cittadina.

Il percorso ha messo in relazione lo stemma con la storia dei Capitani De Raude e del vescovo Anselmo da Rho, attraverso l’analisi di documenti e testimonianze conservati nell’Archivio.

Una parte della visita è stata dedicata anche al 1932, anno in cui Rho ottenne il titolo di Città, con l’esposizione della documentazione relativa alla domanda presentata alla Consulta Araldica.

I documenti hanno permesso ai partecipanti di seguire l’evoluzione dei simboli cittadini e di comprendere il rapporto tra la storia locale e i riconoscimenti istituzionali.

Francesca Furst: “Rho ha investito nella memoria e nella sua valorizzazione”

La visita ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto sul lavoro di riorganizzazione dell’Archivio comunale.

Francesca Furst, responsabile della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia, ha sottolineato l’importanza della tutela e della catalogazione dei documenti pubblici.

“Gli Archivi sono tutelati per legge, lo chiede la Costituzione ed è un dovere di tutti. Noi vigiliamo affinché questo compito sia svolto al meglio”, ha spiegato.

La responsabile della Soprintendenza ha ricordato che la catalogazione è indispensabile per conoscere, proteggere e rendere consultabile il patrimonio documentario.

“Qui lo spazio è stato rifunzionalizzato e non succede spesso: Rho rappresenta un esempio virtuoso. Avete investito, vi siete presi cura dei documenti e ora avete a disposizione un archivio storico e di deposito da consultare su richiesta”, ha dichiarato Furst.

Un risultato particolarmente significativo, considerando che numerosi Comuni non dispongono di strutture adeguate e ricorrono a servizi esterni per la consultazione dei documenti.

“La memoria è un tema delicato, il digitale avanza ma le carte hanno un valore, anche fisico. Voi avete valorizzato il vostro passato che ora parla al vostro futuro”, ha aggiunto.

Il riordino dell’Archivio comunale iniziato nel 2023

Il percorso di valorizzazione dell’Archivio è stato illustrato da Emanuela Marcoccia, direttore dell’Area Affari Generali del Comune di Rho.

“Il 21 giugno 2025 abbiamo inaugurato questa sede, ma già nel 2023 avevamo avviato il riordino e la valorizzazione del patrimonio archivistico, un lavoro che tuttora procede”, ha ricordato.

Il trasferimento dalla precedente collocazione si è trasformato in un’opportunità per riorganizzare gli spazi e migliorare le condizioni di conservazione e consultazione dei documenti.

“In questi armadi tantissimi documenti cartacei raccontano la storia delle persone, la vita sociale e amministrativa di Rho. Dietro ogni foglio ci sono persone e la storia della comunità”, ha sottolineato Marcoccia.

La dirigente ha ringraziato Viviana Favino e Andrea Tabbia per il lavoro svolto nella gestione dell’Archivio, oltre alla Soprintendenza per il supporto garantito durante il percorso di riordino.

Il sindaco Andrea Orlandi: “Le carte custodiscono la storia della comunità”

All’incontro ha partecipato anche il sindaco di Rho Andrea Orlandi, che ha richiamato il valore della memoria storica e l’importanza di tramandarla alle nuove generazioni.

Il primo cittadino ha ricordato come la storia di Rho attraversi epoche molto diverse, dalle origini romane al periodo del borgo contadino, fino allo sviluppo industriale legato al settore tessile e alle trasformazioni più recenti con Fiera Milano e MIND.

“L’Archivio di comunità va oltre noi stessi. Le carte permettono di non perdere il filo rosso della storia e, in futuro, avranno ancora più valore”, ha dichiarato Orlandi.

Il sindaco ha inoltre riflettuto sul rapporto tra documentazione cartacea e strumenti digitali, osservando come la diffusione delle tecnologie renda ancora più importante la conservazione delle testimonianze materiali del passato.

L’assessore Borghetti propone visite per le scuole

L’assessore agli Affari Generali Alessandra Borghetti ha ringraziato il personale comunale impegnato nel progetto e ha sottolineato il ruolo degli archivi nella ricerca e nella verifica delle informazioni.

Secondo l’assessore, la disponibilità di documenti originali rappresenta uno strumento importante per ricostruire i fatti e contrastare la diffusione di informazioni false o manipolate.

“Lavorare in Archivio favorisce la ricerca di verità, basata su documenti reali, e la verità ha una forza incredibile”, ha dichiarato Borghetti.

Da qui anche la proposta di organizzare visite dedicate alle scuole, per avvicinare gli studenti alla conoscenza delle fonti storiche e alla storia della propria città.

ANAI Lombardia: “Un archivio di eccellenza che guarda al futuro”

Un ulteriore riconoscimento è arrivato da Gabriele Locatelli, presidente della sezione Lombardia dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana.

Locatelli ha ricordato il patrocinio nazionale concesso all’iniziativa di Rho, motivato dalla qualità del lavoro svolto dall’Amministrazione comunale.

“Aprire un Archivio non è banale, qui trovate splendidi documenti di oltre 500 anni fa. È davvero raro vedere il dietro le quinte”, ha osservato.

Il presidente di ANAI Lombardia ha sottolineato che la conservazione del patrimonio documentario non riguarda soltanto il passato, ma costituisce un investimento per le generazioni future.

“Qui ci sono le radici dei vostri diritti. Se qualcuno ci chiederà come muoversi, inviteremo a chiamare Rho, perché avete visione, progettualità e fiducia nel futuro”, ha affermato.

L’Archivio comunale di via Bersaglio 5 consultabile su richiesta

La nuova sede dell’Archivio comunale di Rho, in via Bersaglio 5, ospita il patrimonio storico e di deposito dell’Amministrazione, oggetto di un lavoro di riordino e catalogazione tuttora in corso.

I documenti sono consultabili su richiesta, offrendo a cittadini, studiosi e ricercatori la possibilità di approfondire la storia amministrativa e sociale della città.

Le giornate del 10 e 11 ottobre hanno dimostrato l’interesse del pubblico verso questo patrimonio, attraverso la partecipazione di circa cento visitatori.

Come ricordato da Giusy Galatà al termine delle visite, il valore dell’esperienza consiste anche nello spostare l’attenzione dai singoli documenti alle persone e alle relazioni che quei documenti raccontano.

Un patrimonio che, grazie alla nuova sede e al lavoro di valorizzazione, può continuare a essere uno strumento di conoscenza della storia di Rho e della sua comunità.

Rimani aggiornato sulle notizie di Rho, seguici su Google News!
SEGUICI

Ricevi una email quando pubblichiamo la nuova edizione cartacea del QuindiciNews, con alcune notizie di approfondimento.

Ti invieremo una email per confermare il tuo indirizzo.