Domenica 1 febbraio 2026, la cornice di Villa Burba a Rho ha ospitato un evento di profonda rilevanza sociale: la presentazione del libro “Bulldown. Storia di Giada”, scritto da Claudia Conidi Ridola. Il volume ripercorre la vita di Giada Canino, ventenne campionessa paralimpica di danza sportiva affetta da Sindrome di Down, diventata simbolo della lotta contro l’odio online e il pregiudizio.
Giada è stata vittima di feroci attacchi sui social network, dove i suoi video di danza sono stati bersagliati da insulti discriminatori. Nonostante la reiterazione di tali comportamenti, la giovane atleta e la sua famiglia hanno scelto la via della denuncia legale, trasformando il dolore in un messaggio di resistenza: “Io sono Giada e non mi arrendo, continuo a ballare”.
Il supporto delle istituzioni e gli sportelli di ascolto
L’incontro, organizzato in vista della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo del 7 febbraio, ha visto la partecipazione di Barbara Mantegazza della cooperativa Intrecci. La responsabile ha illustrato le attività del progetto “Time Out”, un servizio gratuito finanziato dal Comune di Rho che offre supporto psicologico e pedagogico a studenti, genitori e insegnanti nei 23 plessi scolastici della città.
I dati esposti durante il convegno sono allarmanti: in Italia, il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni dichiara di aver subito episodi offensivi o violenti, mentre il 21% è vittima di bullismo sistematico.
Testimonianze di coraggio: tra danza e impegno civile
L’assessore alla Scuola e ai Giovani, Paolo Bianchi, portando i saluti del sindaco Andrea Orlandi, ha sottolineato come l’amore della famiglia e la forza interiore siano gli unici strumenti per reagire a un fenomeno che può avere esiti tragici. Durante la serata, gli attori di E-Motivo Teatro hanno dato voce ai pensieri di Giada, ripercorrendo la sua nascita, le sfide mediche e la scoperta della danza come linguaggio di libertà.
Accanto alla storia di Giada, che oggi vanta 117 medaglie ed è testimonial di Regione Lombardia contro il bullismo, è emersa la testimonianza di Valentina, presidente dell’associazione “Non solo moda”. Anche lei vittima di bullismo scolastico e isolamento, ha ribadito l’importanza di “spezzare il muro del silenzio” e non permettere ai giudizi altrui di definire il proprio valore.
Il padre di Giada, Elio Canino, ha concluso l’incontro con un appello accorato alla denuncia, ricordando che gli insulti non provengono solo dai minori ma spesso anche dagli adulti, e che ogni risarcimento ottenuto dalla famiglia è stato devoluto in beneficenza per sostenere altre vittime.
