Si è svolto il secondo appuntamento con i webinar del ciclo “Visioni per il domani” dedicato al tema “Multiutility e regolazione per la transizione energetica”. La tavola rotonda, introdotta dal vicepresidente di Acinque Marco Canzi e coordinata da Pierangelo Marucco, ha approfondito l’evoluzione regolatoria tra ARERA, distributori e multiutility, dal modello tradizionale basato sui costi verso approcci incentivanti performance-based.
Negli ultimi anni la regolazione dei settori energetici ha attraversato una trasformazione profonda, superando l’impostazione tradizionale, prevalentemente prescrittiva e orientata alla mera tutela statica dell’utente finale, per evolvere in direzione di un paradigma più dinamico, adattivo e sistemico. Questo cambiamento non è stato il risultato di una singola riforma, ma l’esito di un processo graduale, maturato anche grazie all’esperienza operativa e strategica dell’Autorità di regolazione.
Il ruolo delle multiutility territoriali
I lavori sono stati aperti da Lucia Visconti Parisio, professoressa di Scienza delle finanze all’Università di Milano-Bicocca, la cui attività di ricerca si è distinta nel campo dell’economia dell’energia, con particolare attenzione ai mercati all’ingrosso dell’elettricità e alle dinamiche dei prezzi. Dopo l’inquadramento della regolazione in essere, ha sottolineato il ruolo delle multiutility territoriali evolute nel quadro della transizione energetica, quali abilitatori della decarbonizzazione, dell’economia circolare e della resilienza climatica.
“La regolazione nei fatti assegna alle utilities un ruolo di driver della transizione energetica sui territori”, ha evidenziato Stefano Cetti, amministratore delegato di Acinque, che ha sottolineato come la regolazione oggi diventi un driver di mutamento delle strategie delle multiutilities, fondamentale in tutti i settori, in particolare nell’idrico.
Responsabilità e innovazione nelle reti
Marco Levi, amministratore delegato di Lereti e di Reti Valtellina Valchiavenna, ha illustrato l’evoluzione e le attività dispiegate dalle aziende di distribuzione, rimarcando la forte spinta rispetto alla tecnologia e all’innovazione, sviluppando ricerca, approfondimenti e nuove soluzioni di governo dei servizi e delle forniture, in linea con l’evoluzione della trasformazione energetica.
È stato portato come esempio il caso Sondrio, dove al fine di valutare gli impatti a medio e lungo termine della transizione energetica sulle infrastrutture sono stati sviluppati scenari previsionali dell’evoluzione della domanda di energia. Le principali risultanze sullo scenario 2050 indicano una riduzione complessiva della domanda di energia del 43% e l’inversione dell’apporto di gas ed energia elettrica: i consumi gas si dimezzano mentre quelli di energia elettrica crescono del 40%.
La visione regolatoria secondo ARERA
A portare il punto di vista dell’Autorità, Stefano Besseghini, past president di ARERA, che l’ha guidata proprio nel periodo in cui si è affermato il cambiamento di paradigma regolatorio. Nel periodo più recente si è affermata con maggiore chiarezza una visione regolatoria che riconosce la complessità dei mercati energetici contemporanei: mercati caratterizzati da una crescente integrazione tra reti, produzione distribuita, digitalizzazione, nuovi modelli di consumo e un ruolo sempre più attivo dei clienti finali.
In questo quadro, la regolazione non può più limitarsi a definire regole di accesso e tariffe, ma deve porsi come leva abilitante della transizione energetica, della resilienza del sistema e della sostenibilità economica di lungo periodo. L’azione regolatoria si è progressivamente orientata verso obiettivi di efficienza complessiva del sistema, promozione degli investimenti, tutela dinamica del consumatore e rafforzamento della responsabilità degli operatori di mercato.
