Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Consiglio Regionale, Nicola Di Marco, ha partecipato al presidio pubblico e alla conferenza stampa organizzati questa mattina a Rho, in Piazza San Vittore, per denunciare la carenza di medici di medicina generale nel territorio dell’ASST Rhodense.
Secondo quanto riportato dagli intervenuti sarebbero sedicimila i cittadini residenti nel distretto dell’ASST Rhodense, privi di medico di base.
«Da tempo seguiamo il drammatico evolversi della situazione relativa alla carenza di medici di base nella provincia di Milano. Nello specifico, da Rho a Settimo Milanese la situazione è allarmante. Si continuano a perdere medici senza un adeguato turnover, mentre la Regione si rifugia dietro soluzioni tampone. Di fatto il servizio di medicina territoriale non è garantito.
A Rho sono 685 i cittadini ufficialmente senza medico di base, secondo quanto riportato dallo stesso assessore Bertolaso in risposta a un’interrogazione del M5S. Nel Comune di Rho risultano in servizio 27 Medici di Assistenza Primaria a ciclo di scelta (MAP). Considerando la popolazione residente con età superiore ai 14 anni, il fabbisogno teorico per una copertura ottimale risulta pari a 38 Medici di Medicina Generale. Mancano quindici undici dottori di famiglia.
A Settimo Milanese, invece, solo un posto è stato assegnato su 25 disponibili nell’ultimo bando per la medicina generale. Altro che programmazione: questa è una resa.
A Novate il pensionamento, previsto da tempo, di uno degli storici medici di base del comune, ha innescato una vera e propria crisi. Nel Comune di Novate Milanese risultano in servizio 4 Medici di Medicina Generale (MMG), di cui 2 Titolari e 2 con incarico a tempo determinato, nonostante ciò, risulta che 794 cittadini sono privi di un medico di medicina generale di riferimento.
A Bollate 1645 cittadini residenti, sono attualmente privi di un medico di base. Come ammesso dallo stesso Assessore Bertolaso, rispondendo ad una mia interrogazione sul tema
Di fatto numeri ampiamente sottostimati nella valutazione della situazione. Ambulatori temporanei e servizi dimezzati nelle Case di Comunità poi non possono sostituire una vera medicina territoriale. Servono investimenti immediati, incentivi ai giovani medici che intendano intraprendere la professione, condizioni contrattuali migliori e sburocratizzazione del lavoro dei medici di famiglia»
Nicola Di Marco, M5s
