Il FAI dedica il Monastero di Torba a Gornate Olona a Giulia Maria Crespi
Una Santa Messa celebrata dall’Arcivescovo di Milano ha inaugurato il nuovo altare disegnato da Mario Botta

Tra gli eventi che punteggiano il suo cinquantenario, il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano torna al suo primo Bene, il Monastero di Torba a Gornate Olona (VA), per celebrare, nell’anniversario della sua nascita, la fondatrice Giulia Maria Crespi (1923-2020), che lo acquistò personalmente, per donarlo nel 1977 alla Fondazione appena nascente, con un gesto generoso, audace e visionario. Da allora il Monastero di Torba è stato restaurato, aperto al pubblico e valorizzato, e oggi accoglie decine di migliaia di visitatori e vanta il riconoscimento di sito UNESCO, Patrimonio Mondiale dell’Umanità per le testimonianze della sua storia longobarda.
La dedica a Giulia Maria Crespi è stata celebrata questa mattina con una Santa Messa nella piccola chiesa medievale di Santa Maria, officiata per la speciale occasione dall’Arcivescovo di Milano, S.E.R. Monsignor Mario Delpini, su un altare disegnato dal celebre architetto Mario Botta, che è stato così inaugurato. L’altare restituisce alla chiesa, che ne era rimasta priva (trasformata perfino in una stalla nel Novecento), un elemento imprescindibile del suo aspetto, della sua funzione e del suo spirito: un segno contemporaneo, essenziale e potente, un simbolo di sacralità, che già di per sé emana da questo antico monastero ai margini del bosco: un angolo di Medioevo intatto e suggestivo.
Disse proprio Giulia Maria Crespi dopo l’inaugurazione al pubblico, nel 1986, dopo l’impegnativo restauro: “A Torba è tornata la vita (…) Ma vorrei dire che a Torba è tornato anche qualche cosa d’altro. Perché quella sottile e sobria poesia che spira tra le sue mura e quella profonda pace che vi regna donano ai visitatori momenti di intimo raccoglimento.”
È seguita alla Santa Messa, grazie alla collaborazione con la Società del Quartetto, presieduta dalla Vicepresidente FAI Ilaria Borletti Buitoni, l’esecuzione di un brano amato dalla fondatrice del FAI: Verklärte Nacht di A. Schönberg, sestetto per archi op.4, eseguito dal Quartetto Indaco, con Vittorio Benaglia, viola, e Fabio Musone, violoncello.
Da oggi una solenne targa all’ingresso del Monastero ricorderà ai visitatori il nobile gesto della fondatrice nei confronti del FAI, e il ruolo del Monastero di Torba quale primo Bene della Fondazione, che oggi, dopo cinquant’anni, ne conta ben 74, di cui 57 aperti al pubblico, visitati da oltre un milione e centomila persone nel 2024. Un luogo speciale, perché un caposaldo della sua storia, che già conserva dal 2010 perenne memoria dell’altro fondatore del FAI, l’architetto Renato Bazzoni, particolarmente legato al Monastero in vita, e le cui ceneri sono deposte in una nicchia nell’abside della chiesa.
