Beatrice Rossetti ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di Assessore della Città di Peschiera Borromeo.
Il ritorno della “vecchia politica” mi spinge a lasciare il mio incarico di Assessore. Oggi si conclude un percorso impegnativo e stimolante iniziato tre anni fa e che mi ha portato a ricoprire il ruolo di Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Peschiera Borromeo. Dopo una lunga riflessione, ho preso la decisione, sofferta ma coerente, di presentare le mie dimissioni irrevocabili. Era il mese di maggio del 2021 quando, con l’entusiasmo e la voglia di cambiare il mondo dei miei 26 anni, ho incontrato per la prima volta Augusto Moretti. Un incontro che avrebbe cambiato, nei tre anni successivi, il mio modo di pensare alla politica e all’impegno civico. Oggi, con l’esperienza maturata in questo percorso, guardo con più equidistanza e coscienza agli enormi sacrifici fatti in questi anni e alle numerose battaglie portate avanti per restituire dignità e capacità di azione alla politica, a partire dal livello comunale, quello più vicino a cittadini e alle loro esigenze. In questo momento di bilanci personali e di progetti per il futuro, mi vengono in mente le parole di Augusto Moretti, il mio sindaco, tragicamente e prematuramente scomparso un anno fa: “Beatrice, noi siamo qui per fare in modo che la politica torni ad essere l’arte dell’ascoltare, del fare, del risolvere i problemi delle persone. Noi siamo qui per combattere, in un piccolo Comune italiano, una grande battaglia di civiltà e di concretezza. Sarà difficile, a volte vinceremo e a volte perderemo. Ma in entrambi i casi ne sarà valsa la pena se quello che verrà sarà meglio di quello che abbiamo trovato”. In questi giorni mi risuonano in testa, ancora più forti, quelle parole, consegnate da un uomo saggio e da un grande Sindaco ad una ragazza di soli 26 anni, a cui aveva deciso di consegnare, con un atto lungimirante e coraggioso di fiducia, una parte delle battaglie che tutti insieme ci eravamo ripromessi di affrontare forti della fiducia ricevuta dai nostri concittadini. Tre anni dopo, guardandomi indietro, vedo con chiarezza la grandezza di quel suo gesto: vedo le tante sfide vinte, i tanti “grazie” ricevuti dalle persone che sono riuscita ad aiutare; vedo i progetti realizzati insieme ad alcuni Colleghi, Consiglieri e dipendenti comunali che insieme a me hanno buttato il cuore oltre all’ostacolo, convinti che la pubblica amministrazione possa e debba essere concretamente accanto ai cittadini. Ma vedo anche quanto siano ancora in tanti, in questo strano mondo chiamato “politica”, a dimenticare troppo rapidamente l’onestà, lo spirito di servizio e la passione che ci avevano guidati in campagna elettorale: alla scomparsa di Augusto Moretti, scelte di comodo, mancanza di coraggio, compromessi al ribasso e ambizioni personali hanno preso il posto dei nostri obiettivi, dei nostri progetti e, infine, del futuro che avevamo immaginato. I “soliti noti” hanno avidamente cercato e progressivamente riconquistato le posizioni di comodo che avevano ricoperto per decenni a Peschiera Borromeo prima che Augusto Moretti rivoluzionasse, con la sua elezione, il modo di pensare e di fare politica nel nostro Comune. Per un anno ho resistito, combattuto, tenuto duro in nome del mio senso di responsabilità e di un debito che ancora sento di avere verso il mio scomparso Sindaco. Ma col tempo, la decisione di resistere e di tenere duro ha cominciato ad assomigliare, sempre di più, ad un atto di resa verso la “vecchia politica” che oggi si riaffaccia nel nostro territorio, portando alla ribalta, con un’operazione di facciata, proprio i responsabili dei problemi che in questi tre anni abbiamo cominciato a risolvere. Vecchi volti che per trent’anni hanno, con le loro scelte amministrative, deturpato il nostro territorio, impoverito il nostro tessuto sociale, allontanato i cittadini dalle nostre istituzioni. Era arrivato il momento di dire “basta”, di prendere le distanze da chi in pubblico plaude ai valori e alla “politica nuova” e nell’orecchio ti bisbiglia “il mondo della politica non è fatto per i meriti e per le competenze”. Era arrivato il momento di dire “no” a chi parla di giovani e poi li mette nell’angolo, costringendoli a perdere le speranze in un futuro migliore. Era arrivato il momento di dire “grazie” a Stefania Accosa e a tutti quei Consiglieri, dipendenti, cittadini, che, come me, hanno sempre cercato di fare del proprio meglio, ogni giorno, per mantenere viva la promessa fatta tre anni fa. A volte, per mantenere le promesse e gli impegni, occorre fare scelte forti. A volte, è proprio andando via che si rimane.
Beatrice Rossetti.
