“Fare comunità – Democratici Riformisti Ambientalisti” scrive al sindaco in merito alle liti nei luoghi pubblici

Titola: L'ennesima lite a San Giuliano Milanese fra cittadini stranieri crea tensione e allarme in città. Che fare? Una serie di suggerimenti

San Giuliano Milanese Sicurezza

Paolo Rausa, capogruppo consiliare della lista “Fare comunità – Democratici Riformisti Ambientalisti” di San Giuliano Milanese, ha scritto una lettera al sindaco Marco Segala e agli altri capigruppo in Consiglio comunale, dal titolo “L’ennesima lite a San Giuliano Milanese fra cittadini stranieri crea tensione e allarme in città. Che fare? Una serie di suggerimenti” che si concentra sulla situazione “calda” in città, interessata da liti violente che accadono nei luoghi pubblici.

La lettera inviata da Paolo Rausa

Ecco il testo integrale della lettera inviata da Paolo Rausa a sindaco e capigruppo consiliari di San Giuliano Milanese

L’ennesima lite a San Giuliano Milanese fra cittadini stranieri crea tensione e allarme in città.
Questa volta in via Sanremo, l’altra volta in piazza Alfieri a Serenella, a volte situazioni di schiamazzi notturni, consumo di birre con accumulo di numerose bottiglie abbandonate nei luoghi pubblici o frequentati da bambini e anziani, nei parchi, una situazione insostenibile tanto che il Sindaco ha più volte scritto al Prefetto e al Governo, dichiarandosi impossibilitato a risolvere la situazione stante i limitati poteri attuali del primo cittadino a intervenire.
Crediamo che il problema non sia solo di ordine pubblico, ma anche di comportamenti civici e di natura culturale e sociale.
Si deve certamente organizzare un pattugliamento della città e presidiare i luoghi più “caldi”, ma allo stesso tempo i cittadini devono riprendersi gli spazi pubblici frequentandoli e stando insieme, facendo comunità appunto, mentre il Comune deve organizzare occasioni di incontro e di passatempo musicale e letterario/poetico/teatrale e inoltre, cosa molto importante, ascoltare le comunità straniere, conoscere le loro esigenze, dotare le strutture comunali di figure cosiddette di intermediazione culturale (almeno due, una per l’ambito arabo e l’altra per quello latinoamericano) in grado di essere trait d’union fra le istituzioni e le comunità, favorendo il dialogo, mettendo a disposizione strutture dove incontrarsi e organizzare iniziative sulla loro cultura letteraria, religiosa, sull’alimentazione, il cibo, i costumi, ecc.
Solo così il Comune può dire di averle tentate tutte, ma se si affida solo alle autorità militari e istituzionali dubitiamo che si possa venire a capo di un tessuto sociale sfilacciato e a volte ostile, gli uni verso gli altri. Questo scrivevamo il 25 luglio 2021 nel nostro programma elettorale della lista civica fare COMUNITA’, di cui ero candidato sindaco, a proposito della sicurezza:
SICUREZZA DEI CITTADINI
• Una città è più sicura quando i cittadini sono attivi, vigili e partecipi alle attività sociali e culturali:
per questo occorre favorire l’integrazione fra le varie componenti sociali; istituire delle figure di mediatori culturali come tramite fra le comunità e le istituzioni;
• Coordinamento delle Forze di Polizia con il coinvolgimento della Prefettura al fine di verificare l’incidenza di fatti e azioni che interessano il paese nelle realtà di quartiere.
Perché non riprendere questi nostri suggerimenti e punti programmatici?

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