M4 fino a Segrate tagliati i fondi: scontro istituzionale sulla linea per l’est
Definanziato il prolungamento della M4 fino a Segrate. Il Comune di Milano e gli enti locali protestano contro la decisione del Ministero

Si apre una dura frattura politica e istituzionale sul futuro delle infrastrutture per la mobilità dell’area metropolitana milanese. La decisione della Commissione Bilancio presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di definanziare il prolungamento della linea metropolitana M4 fino al comune di Segrate ha provocato un’immediata levata di scudi da parte degli enti territoriali.
Il provvedimento ha suscitato la fermissima reazione dell’assessora alla Mobilità del Comune di Milano, Arianna Censi, la quale ha stigmatizzato il passo indietro del Governo definendolo una violazione degli impegni assunti nei confronti delle comunità locali e delle amministrazioni del territorio.
L’importanza strategica dell’opera per l’est milanese
L’estensione della linea blu verso il quadrante est rappresentava uno dei progetti di intermodalità di maggior rilievo per l’area metropolitana. La pianificazione prevedeva la realizzazione di due nuove stazioni concepite per integrare la rete metropolitana con l’area di Segrate, connettendosi in modo diretto alla futura stazione dell’Alta Velocità e all’articolato nodo ferroviario locale.
La rottura dell’accordo tra istituzioni
Il piano di sviluppo del tracciato era il risultato di anni di negoziazione e cooperazione tecnica e politica che vedeva uniti i principali soggetti istituzionali:
- il Comune di Segrate e il Comune di Milano;
- la Città Metropolitana di Milano;
- la Regione Lombardia e l’Esecutivo centrale.
La revoca dello stanziamento economico compromette un percorso condiviso finalizzato a migliorare l’accessibilità e a potenziare il trasporto pubblico locale dell’hinterland.
