Giro d’Italia a Milano: il norvegese Lavik beffa gli italiani, Vingegaard difende la maglia rosa

Il norveges Lavik vince la 15ª tappa del Giro d'Italia a Milano. Polemiche sul traguardo per la neutralizzazione dei tempi chiesta da Vingegaard

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Il grande ciclismo internazionale regala un finale totalmente inatteso sotto la Madonnina, ribaltando i pronostici della vigilia che vedevano i velocisti assoluti come unici favoriti. La quindicesima tappa del Giro d’Italia 2026, una frazione pianeggiante di 157 chilometri partita da Voghera e conclusasi nel cuore di Milano, ha visto il trionfo a sorpresa della fuga della prima ora, capace di resistere al violentissimo ritorno del plotone.

Lavik beffa gli italiani nello sprint di Corso Venezia

A scrivere il proprio nome nell’albo d’oro della Corsa Rosa sul traguardo di corso Venezia è stato il corridore norvegese Frederick Dversnes Lavik. L’atleta del team Uno-X Mobility ha regolato con uno sprint magistrale il ristretto drappello di fuggitivi che aveva animato la corsa fin dalle battute iniziali.

Lavik ha scalzato sul pavé milanese i due italiani Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta) e Martin Marcellusi (Bardiani CSF Faizanè), costretti ad accontentarsi rispettivamente della seconda e della terza piazza. Quarto posto per l’altro azzurro della fuga, Mattia Bais. Il gruppo dei velocisti, guidato dal francese Paul Magnier (Soudal Quick-Step), è arrivato con un ritardo di 57 secondi, masticando amaro per il ricongiungimento fallito.

Classifica generale invariata: Vingegaard saldo in rosa

Per i pretendenti al successo finale si è trattato di una giornata agonisticamente tranquilla, priva di scossoni. Il fuoriclasse danese Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike) conserva saldamente la maglia rosa alla vigilia del secondo giorno di riposo settimanale programmato per oggi, lunedì 25 maggio. Nessuna variazione anche nella classifica dei giovani, dove il portoghese Afonso Eulalio mantiene la maglia bianca:

Classifica Generale (Maglia Rosa)Classifica Giovani (Maglia Bianca)
1. Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike)
2. Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) a 2’26”
3. Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale) a 2’50”
1. Afonso Eulalio (Bahrain Victorious)
2. Giulio Pellizzari (Red Bull) a 1’56”
3. Davide Piganzoli (Visma-Lease a Bike) a 3’47”

Scoppia la polemica sulla “neutralizzazione” a 16 km

Se l’ordine d’arrivo ha regalato spettacolo, il post-gara è stato infuocato dalle polemiche per una decisione insolita presa dalla giuria dei commissari. A due giri dalla conclusione del circuito cittadino (da ripetere quattro volte dopo l’ingresso in città da via della Chiesa Rossa), i giudici di gara hanno esteso la neutralizzazione dei tempi per la classifica generale a ben 16,4 chilometri dal traguardo, bloccando di fatto i distacchi cronometrici dei big al terzo e penultimo passaggio sulla linea d’arrivo.

Il provvedimento straordinario è arrivato dopo le pressanti insistenze in corsa dei corridori. I primi colloqui con il presidente di giuria, lo spagnolo Tortajada, sono stati avviati dal passista belga Victor Campenaerts, tallonato subito dopo dallo stesso leader della corsa Jonas Vingegaard.

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