IA e B2B: automatizzare per potenziare l’umano

Mattia Bizzoni spiega come l'intelligenza artificiale trasforma le operazioni B2B e automatizza le vendite, rendendo i processi aziendali più veloci ed efficienti

Mattia Bizzoni

Mattia Bizzoni sei un giovanissimo imprenditore con già sei aziende all’attivo. Di cosa ti occupi?

Con la mia azienda principale ci occupiamo di sviluppare sistemi di intelligenza artificiale applicati al business, con una forte verticalizzazione nell’ambito B2B. Il nostro obiettivo è snellire i processi di operation, automatizzare le vendite e organizzare il comparto digitale delle imprese. Ho iniziato nel marketing a 18 anni e oggi, a 23, coordino un gruppo che lavora trasversalmente su amministrazione, sales e produzione, sempre con l’innovazione tecnologica come comune denominatore.

Il digitale ha davvero ucciso il porta a porta?

Nulla muore, tutto muta. Il porta a porta fisico sta diventando un porta a porta digitale. Oggi il cliente finale cerca la soluzione online (inbound), ma la ricerca del bisogno da parte del fornitore continua su canali come LinkedIn o via e-mail. Noi automatizziamo questi task ripetitivi per far risparmiare tempo ai commerciali, mantenendo però una personalizzazione estrema. La tecnologia non sostituisce il contatto, lo rende solo più efficiente.

Quali sono gli errori strategici più comuni che riscontri nelle imprese?

Senza dubbio la mancanza di dati e i preconcetti. Molti imprenditori non tracciano le informazioni e si basano su convinzioni personali del tipo è sempre stato così. Se non hai dati statistici non hai una visione veritiera del mercato. Inoltre, c’è spesso una chiusura mentale verso contenuti innovativi o fuori dagli schemi, il che limita fortemente lo sviluppo digitale.

Molte PMI faticano a gestire le informazioni. È un problema di budget o di metodo?

È un problema di organizzazione. Spesso i dati aziendali ci sono ma sono disordinati, e metterli a sistema richiede tempo e risorse, rallentando l’implementazione dell’intelligenza artificiale. L’IA è come un motore, ma i dati sono il carburante: se il carburante manca o è sporco, il motore non gira. Se le aziende avessero dati già organizzati, le nostre soluzioni sarebbero più veloci, economiche ed efficienti.

C’è il timore che l’IA tolga posti di lavoro. Qual è la tua visione in merito?

L’IA non elimina le persone, cambia le loro mansioni. Passiamo dall’artigianato del business. È il concetto di human-in-the-loop: per scalare bisogna sapere cosa automatizzare e cosa deve restare tailor-made. La sensibilità umana rimarrà sempre fondamentale, specialmente nei prodotti custom del B2B.

Qual è il valore aggiunto che hai trovato in Arcadia Hub rispetto ad altre realtà?

La qualità della relazione umana. Conoscere come pensa e come lavora una persona è un valore che nessuna IA potrà mai sostituire. Qui ho trovato un bacino di professionisti che permette di arrivare a chiunque attraverso la fiducia e la visione comune.

Arcadia Hub, il programma di networking di Atoma e Harlock che aiuta le aziende a crescere, è su Quindici News. Ogni uscita ospita protagonisti del progetto e online le video interviste complete: scoprile tutte nella rubrica L’impresa si racconta.

Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Ricevi una email quando pubblichiamo la nuova edizione cartacea del QuindiciNews, con alcune notizie di approfondimento.

Ti invieremo una email per confermare il tuo indirizzo.