Rho, riflessioni sul futuro: Delpini e Arcidiacono spronano gli adulti

A Rho il confronto tra l'arcivescovo Delpini e la pastora Arcidiacono sulla costruzione della comunità. Un invito a osare le relazioni e superare l'isolamento.

rho delpini

Si è tenuto giovedì 9 aprile 2026, presso il Teatro Civico de Silva di Rho, il primo appuntamento dei “Dialoghi di inclusione” inserito nella rassegna “Riflessioni”. L’incontro ha visto protagonista un confronto tra l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, e la pastora battista Cristina Arcidiacono, moderati da don Marco Bove. L’evento, descritto dall’assessora Valentina Giro come una “palestra per la mente”, è stato organizzato da diverse realtà locali, tra cui la Polisportiva San Carlo e la Parrocchia San Vittore.

I fattori della disgregazione sociale

Durante il dialogo sono stati analizzati gli elementi che ostacolano la formazione di una comunità solida. Per Cristina Arcidiacono, il rischio principale risiede in un’eccessiva ricerca di sicurezza che genera isolamento e paura della diversità. Citando Dietrich Bonhoeffer, la pastora ha sottolineato come la pace debba essere intesa come relazione e rischio. Monsignor Mario Delpini ha invece individuato nella mancanza di preghiera e nel fastidio per gli impegni a lungo termine i principali freni alla comunione, ribadendo che una comunità necessita di stabilità e cura prolungata.

Il ruolo degli adulti e l’educazione dei giovani

Un passaggio centrale del dibattito ha riguardato il rapporto con le nuove generazioni e l’uso dei social network, definiti fonti di distrazione che trasformano anche i conflitti in intrattenimento. Mario Delpini ha rivolto un monito agli adulti, esortandoli a mostrarsi soddisfatti della propria condizione invece di lamentarsi costantemente. L’arcivescovo ha paragonato i giovani a delle “Ferrari” che la società tende a tenere parcheggiate, generando in loro nervosismo. Parallelamente, Cristina Arcidiacono ha invitato a recuperare il tempo necessario per l’educazione, contrastando la logica del consumo e della prestazione.

Conclusioni e prospettive per la città

L’incontro si è chiuso con un invito all’azione: osare le relazioni e abbandonare la cultura della lamentela. Il sindaco Andrea Orlandi ha sottolineato l’importanza di questi momenti di riflessione per la città, affermando che la vera comunità nasce dalla ricerca di senso e non solo dalla gestione materiale del territorio. Anche il prevosto, monsignor Norberto Donghi, ha ribadito come la costruzione di una comunità sia un lavoro quotidiano essenziale per andare oltre se stessi.

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