Il Centro Sammartini si rinnova con il colore e l’edilizia etica

Riqualificato il Centro Sammartini grazie a ColorAid: nuovo sistema cromatico e inclusione sociale per il punto unico di accesso ai servizi per i senza dimora

centro sammartini milano

Il Centro Sammartini di Milano, cuore pulsante del sistema di assistenza per le persone senza dimora, cambia volto grazie alla decima edizione di ColorAid. Il progetto di edilizia etica, promosso da Radio Colore e Colore & Hobby, ha trasformato gli spazi di via Sammartini 120 attraverso un intervento di riqualificazione cromatica volto a migliorare l’accoglienza e la funzionalità della struttura situata nei Magazzini Raccordati.

Un sistema cromatico per l’orientamento e l’inclusione

L’intervento si è focalizzato sulla trasformazione di tre grandi ambienti che precedentemente apparivano privi di caratterizzazione. La nuova progettazione del colore non ha solo una valenza estetica, ma assolve a una funzione identificativa: il sistema cromatico permette ora di distinguere chiaramente le diverse aree, facilitando la leggibilità degli spazi per i circa 10mila utenti che ogni anno accedono al centro. Gli ambienti sono stati pensati per favorire il benessere sia dei cittadini in stato di marginalità sia dei 32 operatori, tra assistenti sociali ed educatori, che vi lavorano quotidianamente.

Alla realizzazione pratica del cantiere hanno partecipato gli studenti del Liceo scientifico Alessandro Volta, affiancati da artigiani specializzati e dal responsabile di cantiere Giovanni Napolitano. I giovani hanno contribuito anche con decorazioni murali che interpretano i temi del viaggio, della migrazione e del riscatto sociale, trasformando le pareti in una narrazione di speranza.

Il ruolo strategico del Centro Sammartini

Il presidio di via Sammartini rappresenta lo snodo fondamentale per il contrasto alla marginalità a Milano: coordina le Unità Mobili, gestisce gli invii nelle strutture di accoglienza e collabora con mense, docce e centri diurni. Come sottolineato dall’assessore al Welfare e Salute, Lamberto Bertolé, l’intervento di ColorAid contribuisce a dare dignità a un luogo di lavoro e di supporto cruciale per le fasce più vulnerabili della popolazione, stimolando al contempo la cittadinanza attiva attraverso il coinvolgimento delle scuole.

Vieri Barsotti, organizzatore dell’iniziativa, ha ricordato come in dieci anni il progetto abbia dimostrato che la competenza professionale nel settore delle vernici può generare un valore sociale concreto, migliorando l’esperienza di chi vive gli spazi pubblici di assistenza.

I numeri del Piano Freddo e le criticità del sistema

L’inaugurazione dei nuovi spazi è stata anche l’occasione per tracciare il bilancio del Piano Freddo, conclusosi lo scorso fine settimana. Da novembre a oggi, sono state 900 le persone transitate dal centro per essere indirizzate verso le undici strutture emergenziali cittadine. Di queste, 642 sono state intercettate dai servizi per la prima volta.

L’assessore Bertolé ha espresso gratitudine verso il personale impegnato h24, ma ha anche evidenziato le criticità strutturali legate alle politiche migratorie nazionali. Secondo l’esponente della giunta, la maggior parte delle persone assistite si trova in una condizione di marginalità causata dai tempi d’attesa per i permessi di soggiorno e dalla carenza di posti nelle strutture statali, lasciando ai Comuni l’onere di gestire l’emergenza con risorse limitate.

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