In occasione della Giornata Internazionale della Giustizia Sociale, è stato siglato presso il Municipio di Monza l’accordo “Inclusione Carceri”. Il protocollo, che si inserisce nel più ampio progetto “INPS in rete per l’inclusione” avviato nel luglio 2025, mira a rafforzare la protezione sociale per le persone in stato di detenzione e i loro nuclei familiari, agevolando l’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali dell’istituto.
L’intesa vede il coinvolgimento di una vasta rete di attori istituzionali e del terzo settore:
- INPS di Monza e Comune di Monza (capofila dell’Ambito Territoriale Sociale);
- Casa Circondariale di Monza e Associazione Carcere Aperto;
- Caritas Ambrosiana e Società San Vincenzo De Paoli;
- AFOL Monza Brianza e CGIL Monza e Brianza.
Consulenza proattiva e canali dedicati
L’obiettivo operativo del protocollo è superare le barriere che impediscono ai detenuti di esercitare i propri diritti sociali. Per questo motivo, sono stati attivati canali di assistenza dedicati, tra cui una casella di posta elettronica specifica per i soggetti della rete e la possibilità di fissare appuntamenti personalizzati in presenza, via telefono o in videoconferenza.
Un pilastro dell’accordo è la formazione congiunta degli operatori. Nel mese di novembre si è già svolto un primo intervento formativo presso la sede INPS di Monza, volto a migliorare la conoscenza delle prestazioni e favorire una presa in carico integrata dei bisogni dei cittadini più fragili.
Umanizzazione della pena e reinserimento
Le dichiarazioni dei firmatari hanno sottolineato il valore civile dell’iniziativa. Rosaria Cariello, direttrice provinciale INPS, ha definito il protocollo un passo fondamentale per garantire dignità e accesso ai diritti, mentre Cosima Buccoliero, direttrice della Casa Circondariale, ha rimarcato come l’accesso ai diritti sociali sia uno strumento di legalità e preparazione al rientro in comunità.
Sull’importanza del lavoro si è espressa Barbara Riva, direttrice generale di AFOL Monza Brianza, confermando l’impegno dello sportello Lavoro interno al carcere per l’orientamento e la formazione professionale. Anche Erica Tossani, direttrice di Caritas Ambrosiana, ha ribadito che la carità deve integrare la giustizia, assicurando che i detenuti non siano visti solo attraverso il loro reato, ma come individui portatori di diritti esigibili.
