Il Sindaco Andrea Orlandi ha fatto visita il 28 gennaio alla sede di Utensilegno in via Canova 21, per festeggiare gli 80 anni di storia di una realtà produttiva che vanta clienti in tutto il mondo.
Utensilegno è nata di fatto nel 1945: l’ingegnere rhodense Alessandro Macchi iniziò ancora durante la guerra la propria attività, nella cantina di casa. Al termine del conflitto, creò un primo capannone in via Canova. Nel 1956 fece costruire l’attuale sede accanto a quella precedente, scegliendo una forma particolare, che ricorda una sega e che ottenne anche un premio dal punto di vista architettonico.
Produzione artigianale e clienti internazionali
La ditta da allora produce catene mortasatrici, guide, accessori e altri utensili per la lavorazione di legno, plastica e derivati. La ditta ha conquistato il mercato grazie alla qualità dei suoi prodotti e all’abilità dei suoi dipendenti, in grado di rispondere a richieste di prodotti personalizzati.
Le catene Utensilegno sono costruite con metodi automatizzati di alta precisione e sono sottoposte a minuziosi controlli in ogni fase della loro lavorazione. L’impiego dei prodotti è il più vario: ad esempio piccole catene vengono utilizzate per bloccare al tavolo da lavoro dei calzaturieri le forme delle scarpe, altre per bucare il cartone, altre ancora per la costruzione di case in legno, ma ci sono state anche richieste di catene speciali per barche a vela in fibra di carbonio.
In via Canova mani abili e attente tagliano i materiali, creano guide e pignoni, seguono diverse fasi tra lavaggi e asciugature che prevedono persino l’utilizzo del grano per assorbire l’umidità. C’è cura in ogni dettaglio, su elementi davvero piccoli da maneggiare.
Dalla fondazione rhodense alla proprietà tedesca
Macchi ebbe un socio e due figlie femmine che portarono avanti la produzione con i rispettivi mariti. Franco Paolini, uno di essi, ha mantenuto l’azienda fino al 2021, quando, a 84 anni, ha deciso di cedere in toto la proprietà ad una società tedesca, la Mafell AG e oggi i Ceo sono i tedeschi Felix Prothmann e Thorsten Buehl.
Ogni catena può costare ai clienti, secondo le misure e le tipologie, da 150 a 800 euro. Viene totalmente prodotta internamente, mentre per le guide lo stampo è realizzato all’esterno da aziende del territorio. A Rho si eseguono tutte le lavorazioni di entrambe, montando i vari componenti, come ad esempio per le guide il montaggio di canaline per lubrificare la catena e cuscinetti per il corretto scorrimento. Sono impegnate in tutto 17 persone. Gli operai sono 7 uomini e 8 donne. Tutto è tagliato e lavorato a mano.
Un’eccellenza riconosciuta nel mondo
“Siamo qui da 80 anni con orgoglio, il fatturato 2025 è stato pari a 1,1 milioni di euro”, dice la consulente Ilaria La Porta, che dal 2019 ha favorito la cessione e tutela la memoria di un passato glorioso. “Abbiamo clienti in tutto il mondo, per l’80 per cento sono stranieri. Principalmente Paesi europei ma anche Australia, Argentina, Perù, Canada, Medio Oriente. Siamo gli unici al mondo a realizzare questi prodotti in modo personalizzato. Altri li creano ma le catene sono stampate in serie. Le nostre hanno una qualità e una durata notevoli. Il cliente ci dice cosa gli serve e noi studiamo il prodotto da zero, in tre giorni siamo in grado di realizzarlo”.
Felix Prothmann lo scorso anno ha calcolato un 29 per cento in più di ordini, segnale positivo dell’apprezzamento del prodotto da parte dei clienti. Rappresenta la quarta generazione di una impresa tedesca che ora sostiene la fabbrica rhodense, valorizzandone le conoscenze.
