Traguardo importante nel quartiere di San Giovanni a Rho, dove la signora Veglia Elisabetta Grandossi ha festeggiato il suo centesimo compleanno. Nella mattinata di ieri, il sindaco Andrea Orlandi si è recato presso l’abitazione della centenaria per consegnare gli auguri a nome di tutta la comunità cittadina, partecipando a un momento di festa tra ricordi, brindisi e pasticcini.
Una vita tra impegno professionale e dedizione alla famiglia
Nata il 26 gennaio 1926 a Grumello del Monte, in provincia di Bergamo, la signora Veglia ha attraversato un secolo di storia italiana segnato da sacrifici e duro lavoro. Dopo l’infanzia trascorsa in cascina, ha intrapreso la carriera di infermiera operando in diverse strutture ospedaliere. Proprio durante il servizio presso l’ospedale di Desio ha incontrato il futuro marito, Giulio Moiraghi, con il quale si è trasferita a Rho costruendo una famiglia composta da due figlie, Marina e Oriela, tre nipoti e tre pronipoti.
Oltre all’attività sanitaria, la signora è molto conosciuta in città per il suo impiego come bidella presso le scuole Bonecchi e Manzoni, dove ha collaborato con la professoressa Melchiori. Fino a quando le è stato possibile, ha proseguito la sua attività di assistenza infermieristica domiciliare, spostandosi autonomamente in bicicletta per raggiungere i pazienti anche nei comuni limitrofi di Pregnana e Cornaredo.
Lo spirito attivo e l’augurio dell’amministrazione
Nonostante le fatiche di una vita vissuta intensamente, la signora gode di buona salute e mantiene uno spirito gioviale e determinato. Tra le sue passioni figurano le parole crociate e la buona cucina, in particolare i piatti tradizionali preparati dal genero Fabrizio. Nel ricevere la visita delle amiche dell’oratorio e dei parenti, ha dichiarato con ironia di voler iniziare subito il conteggio verso i 101 anni.
Il sindaco Andrea Orlandi ha espresso profonda ammirazione per la lucidità e l’energia della festeggiata: “Faccio alla signora Veglia i miei migliori auguri e quelli di tutta la città. È stato emozionante trovarla così scattante e desiderosa di raccontare la sua storia. Rappresenta una vera colonna per la nostra comunità”.
