In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, il Museo del Novecento di Milano celebra il maestro indiscusso della comunicazione visiva italiana con la mostra focus “Urrà la neve! Armando Testa e lo sport”. L’esposizione, curata da Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello in collaborazione con Testa per Testa, esplora oltre 30 anni di attività dell’artista attraverso il tema dello sport, inteso come terreno privilegiato di sperimentazione visiva.
Il percorso espositivo si compone di 7 manifesti iconici e un contributo audiovisivo che testimoniano l’evoluzione del linguaggio di Armando Testa, capace di sintetizzare gesto, velocità e movimento in immagini di straordinaria efficacia comunicativa.
Dal mito della velocità alle icone contemporanee
La selezione di opere attraversa diverse fasi creative dell’artista, documentando una progressiva riduzione formale e una centralità assoluta dell’immagine:
- Gli anni Cinquanta: dai primi lavori come Moto Guzzi Lodola Sport 175 (1954), dove la sintesi cromatica celebra il mito del movimento, ai manifesti per i Giochi della XVII Olimpiade del 1959.
- Gli anni Sessanta e Settanta: opere come l’8° Concorso Ippico Internazionale (1968) e Cervinia per il Grand Prix della Pubblicità testimoniano la capacità di fondere corpo e paesaggio in una sintesi visiva potente.
- L’immaginario degli anni Ottanta e Novanta: con lavori come Azzurra (1987) e Torino ’90, Testa consegna immagini emblematiche che elevano lo sport a vera icona culturale del suo tempo.
La ricerca oltre il manifesto: il contributo audiovisivo
Accanto alla produzione grafica, la mostra propone il celebre carosello Il treno per Saiwa (1966–1969). Questo contributo estende la ricerca di Armando Testa allo spazio filmico e performativo, dove i corpi umani si trasformano in macchine e puro movimento, anticipando sperimentazioni affini alle pratiche Fluxus e alle ricerche artistiche di John Cage.
Le opere esposte confermano la versatilità dell’artista nel trasformare lo sport in un linguaggio universale fatto di segni e colori che conservano, ancora oggi, una forza comunicativa intatta.
