Il Comune di Triuggio si conferma tra le realtà più virtuose della Lombardia nella gestione dei rifiuti. In occasione della trentaduesima edizione di “Comuni Ricicloni”, l’iniziativa promossa da Legambiente Lombardia svoltasi presso l’Università degli Studi di Bergamo, l’ente ha ricevuto un attestato di merito per gli elevati standard di raccolta differenziata raggiunti nel corso dell’ultimo anno.
La classifica del 2025, basata sui dati relativi al 2024, ha visto premiati solo 387 comuni lombardi su un totale di 1.502, pari a circa il 26% del territorio regionale. Per accedere alla categoria dei “Ricicloni”, le amministrazioni devono superare la soglia del 65% di raccolta differenziata e mantenere la produzione di secco residuo al di sotto dei 75 chilogrammi per abitante all’anno.
I dati del Comune di Triuggio
Il Sindaco Pietro Giovanni Cicardi, presente alla cerimonia di premiazione, ha ritirato il riconoscimento che certifica per Triuggio una percentuale di raccolta differenziata pari all’80,2%. Per quanto riguarda il rifiuto secco indifferenziato non riciclabile, la produzione pro capite si è attestata esattamente sulla soglia dei 75 chilogrammi annui.
Questi numeri collocano il comune brianzolo in una posizione di eccellenza nel panorama regionale, dimostrando l’efficacia delle politiche ambientali adottate e la risposta positiva della cittadinanza alle modalità di conferimento dei rifiuti domestici e industriali.
Le dichiarazioni dell’amministrazione
Soddisfazione è stata espressa dal Sindaco Pietro Giovanni Cicardi: “c’è soddisfazione per aver ottenuto anche quest’anno la qualifica di comune virtuoso, risultato che premia l’impegno quotidiano di cittadine e cittadini. L’attenzione sui temi del recupero di risorse però non deve calare, anzi dobbiamo migliorare ulteriormente”.
Il primo cittadino ha concluso con un appello alla comunità: l’invito rivolto a tutti i residenti è quello di proseguire verso una differenziazione sempre più puntuale, con l’obiettivo strategico di ridurre ulteriormente la quota di scarti non recuperabili per elevare ulteriormente gli standard ecologici del territorio.
