Il piano “Milano Aiuta estate”, volto a supportare le persone anziane e fragili che trascorrono i mesi più caldi in città, ha erogato 1.278 prestazioni assistenziali nel suo primo mese di attività. L’iniziativa, che mira a contrastare le difficoltà legate alle alte temperature e alla solitudine, combina il potenziamento dei servizi ordinari con l’offerta di attività ricreative.
Consegna dei pasti il servizio più richiesto
I risultati, presentati durante una seduta della Commissione consiliare Welfare e Salute, evidenziano che la prestazione più richiesta è stata la consegna dei pasti a domicilio, con 822 interventi. A seguire, il supporto domiciliare per l’igiene personale e della casa. Sono state inoltre registrate 114 richieste legate alla socialità. Il piano prevede anche un monitoraggio attivo di circa 850 soggetti fragili, con oltre 7.600 contatti telefonici e di teleassistenza per verificare lo stato di salute durante le ondate di calore.
Per richiedere aiuto o informazioni sui servizi, è possibile contattare il numero 02.02.02, attivo dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle ore 18.00.
Socialità e cultura: un ricco palinsesto di eventi
Alla parte assistenziale si affianca una vasta offerta di socialità e cultura. Il Comune ha previsto un palinsesto di iniziative nei musei e in altri centri culturali, accessibili previa iscrizione via email a WS.pianosocialita@comune.milano.it o tramite il contact center. I prossimi appuntamenti includono un percorso al Museo del Risorgimento il 19 agosto e un incontro sulla storia della Fontana del Castello Sforzesco il 26 agosto. Numerose, inoltre, le attività proposte nelle Case di Quartiere, che spaziano dal ballo al gioco delle carte, dallo yoga al cucito, dai pranzi condivisi alle visite guidate.
L’impegno della rete di Milano Aiuta si rivela ancora una volta fondamentale per supportare le persone più fragili che rimangono in città nei mesi estivi, quando l’aiuto delle reti sociali informali e familiari può venire temporaneamente meno. I numeri del primo mese di attività dimostrano un bisogno che viene intercettato, valutato e preso in carico nel modo più appropriato, contemperando l’attenzione alle esigenze di tipo assistenziale e quella di socialità delle persone. Un impegno che non si ferma alla mera attivazione di prestazioni, ma mira a intercettare anche il bisogno inespresso e allertare i servizi competenti.
Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute
