Milano, il Museo del Novecento rinnova il percorso espositivo
Per Milano Art Week presentate anche le mostre 'Rauschenberg e il Novecento', 'Artshow' e l'esposizione dedicata ad Adelita Husni Bey

Il Museo del Novecento presenta un percorso espositivo completamente rinnovato, che offre una narrazione inedita della collezione permanente. Il nuovo allestimento segue un ordine cronologico intrecciato a uno tematico, arricchito da approfondimenti monografici, in spazi che esaltano la continuità di materiali, colori e luce.
L’architettura del museo, concepita come una soglia fluida tra interno ed esterno, valorizza il rapporto tra luce naturale e artificiale, offrendo un’esperienza di visita immersiva.
Un progetto in evoluzione
Il processo di rinnovamento proseguirà in autunno con interventi sull’ingresso e sulla rampa di accesso alle sale, in vista dell’ampliamento con la seconda torre dell’Arengario.
Il nuovo allestimento della collezione permanente del Museo del Novecento restituisce alla città un percorso espositivo ripensato per valorizzare il dialogo tra le opere e con il pubblico. In questa cornice si inseriscono due mostre che testimoniano la ricchezza della storia artistica del Novecento e la sua eredità contemporanea: da un lato, ‘Rauschenberg e il Novecento’ esplora il legame tra l’artista americano e il panorama artistico italiano, mettendo in luce le connessioni con i movimenti d’avanguardia; dall’altro, l’esposizione dedicata ad ‘Artshow’ rende omaggio a una guida che, per oltre due decenni, è stata un punto di riferimento per il pubblico e gli operatori del settore. Due progetti che, insieme, raccontano il ruolo di Milano come crocevia dell’arte e della sperimentazione, oggi più che mai fulcro di una scena culturale internazionale. Un ruolo confermato anche dal Premio ACACIA: Adelita Husni Bey, l’artista vincitrice, con la sua opera ‘Briganti’ arricchisce la collezione del Museo, ribadendo l’attenzione della città verso la ricerca contemporanea.
Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura
Un viaggio tra le avanguardie e la storia
Ad accogliere i visitatori, la galleria del Futurismo, la prima a essere riallestita, che ospita la più importante collezione internazionale di arte futurista, arricchita dalle donazioni Giuseppina Antognini e Francesco Pasquinelli, e dalla Collezione Gianni Mattioli.
Il percorso attraversa poi le “Controverse modernità” degli anni del fascismo, per arrivare alla sala monografica dedicata a Marino Marini, dove opere come “Pomona” e “Cavallo e cavaliere” dialogano con il contesto urbano, creando un suggestivo intreccio tra arte e spazio pubblico.
Simboli del Novecento tra luce e materia
La Sala Fontana, con la celebre “Struttura al Neon per la IX Triennale di Milano”, segna un passaggio iconico nel percorso museale, mentre la sezione “Segno e materia” valorizza la scultura con opere come “Sfera n.5” di Arnaldo Pomodoro e “Colloquio maggiore” di Pietro Consagra.
Nel segno della continuità tra interno ed esterno, lo spazio dedicato a Enrico Baj si affaccia su Piazzetta Reale, con “I funerali dell’anarchico Pinelli”, visibile anche di sera, in un dialogo costante con la città. Anche la sezione dedicata al Nouveau Réalisme offre un’esperienza partecipativa, mettendo in relazione il progetto di Christo e le fotografie di Ugo Mulas con la vista sui portici e sul monumento equestre di Vittorio Emanuele II.
A chiudere il percorso è “Lullaby” di Maurizio Cattelan, realizzata con le macerie del PAC dopo l’attentato del 1993, una data simbolica che segna il passaggio dal Novecento alla contemporaneità. Con l’ampliamento dell’Arengario, il museo accoglierà anche opere di artisti internazionali, in un continuum tra il Novecento italiano ed europeo.
Fotografia e nuove prospettive espositive
Un contrappunto fotografico accompagna l’intero percorso, con gli scatti di Ugo Mulas che documentano il processo creativo di artisti come Fontana e Burri.
A sottolineare l’apertura internazionale del museo, dal 5 aprile al 29 giugno 2025 la mostra “Rauschenberg e il Novecento” inserirà otto opere dell’artista americano nel percorso espositivo, mettendole in dialogo con la collezione permanente, dal Futurismo agli anni ‘90.
Infine, negli spazi degli Archivi, dal 5 aprile al 28 settembre 2025, la mostra “Artshow (1986-2011): la guida per orientarsi nel mondo dell’arte” ripercorre la storia della celebre pubblicazione diretta da Giulio Ciavoliello, offrendo uno spaccato sulla scena artistica e culturale milanese dagli anni Ottanta in poi.
Un Museo rinnovato, pronto a raccontare il Novecento con uno sguardo aperto sul futuro.
