Ulderico Merli è nato a Melegnano nel 1935, dove ancora vive e dipinge e dove ha mosso i suoi primi passi di crescita umana e artistica. Diventa pittore sfogliando una rivista quando, poco più che adolescente, resta colpito da una fotografia di Luciana Novaro che negli anni ’50 è stata prima ballerina del Teatro alla Scala. Cattura con gli occhi e con la matita quell’immagine trasferendo il tutto su un foglio rimediato in casa per l’occasione. Enrico Oldani, grande pittore e concittadino, intuisce le sue potenzialità e lo “obbliga” ad iscriversi al corso serale della Scuola degli Artefici dell’Accademia di Brera, dove lo stesso è insegnante. Ulderico inizialmente è molto spaesato ed intimidito ma non tarda a mettere in mostra le sue qualità, non disgiunte da un certo carattere, coriaceo e determinato. Oltre ad Oldani viene plasmato dagli insegnamenti di Calvelli, Paiella, Barbieri, Campestrini e Moro. Dopo il diploma, conseguito nel 1961, comincia il lungo iter di estemporanee e collettive fra cui il Primo Salone degli Artisti Contemporanei di Melegnano. Partecipa al Premio Claudia Mori di Lecco, sul tema del paesaggio manzoniano e viene premiato con la medaglia d’argento del Circolo Artistico Culturale Toniolo di Milano. Tra i suoi ricordi più intensi l’incontro con lo scultore Giacomo Manzù che ha visto all’opera nel suo studio di Brera. Incide nella memoria l’augurio che quest’ultimo gli farà al conseguimento del diploma. Parole che sono ancora oggi guida e stimolo a dare il meglio delle sue caratteristiche di artista istintivo e caratteriale, poco incline al compromesso creativo. Le sue parole non lasciano spazi a dubbi: “Dipingo ciò che mi piace, affidandomi all’ispirazione di quell’istante, spesso irripetibile”. Pur amando le sue radici è convinto che i confini cittadini siano un limite e che un artista debba necessariamente superarli per acquisire esperienze più complete. La recente mostra in Castello conferma la sua vena di pittore e disegnatore poliedrico, pieno di idee e di qualità. La città ha potuto così ammirare e riflettersi nelle opere di un artista sensibile ma deciso, che trasferisce con enfasi ed entusiasmo certezza ed orgoglio attraverso la sua visione dell’arte pittorica.
