In questi giorni si sta provvedendo all’abbattimento degli 11 pioppi di viale Lombardia.
Negli ultimi due anni, in seguito agli eventi atmosferici, 2 pioppi sono crollati causando (fortunatamente) solo danni a cose e non a persone. Nel dettaglio un albero ha fisicamente parzialmente invaso il giardino di una villetta privata.
In seguito a questi crolli, l’amministrazione comunale si è subito attivata facendo periziare, in maniera molto approfondita, gli 11 pioppi “sopravvissuti” ai forti venti.
Il verdetto è stato infausto: gli alberi non sono più sicuri e devono essere abbattuti onde evitare danni a cose e persone.
Ci teniamo a sottolineare che gli stessi pioppi erano stati recentemente (due anni fa) completamente potati proprio per favorire il rinforzo dell’apparato radicale, ma purtroppo tale operazione non è stata sufficiente.
Spiace a tutti perdere un patrimonio importante, un albero è vita, ma non si poteva procedere diversamente.
Ribadiamo che anche noi siamo dispiaciuti: Primavera per Dresano amministra da diversi anni Dresano e rivendichiamo con forza quanto fatto fin qui in termini di piantumazioni e riportiamo a tal proposito i principali interventi degli ultimi anni:
- Realizzazione del parco dell’ Addetta con messa a dimora di 3000 essere arboree tra alberi e arbusti;
- Adesione al progetto Forestami con messa a dimora di 3000 essere arboree tra alberi e arbusti;
- Riqualificazione ex sp 159 con messa a dimora di 100 alberi;
- Piantumazione viale Lombardia con messa a dimora di circa 50 alberi;
Continueremo sulla strada della valorizzazione del verde, ma sempre senza far venir meno le condizioni di sicurezza
L’amministrazione Comunale
La perizia
La perizia è stata svolta da Dottore Agronomo seguendo le Linee guida per la valutazione delle condizioni vegetative, fitosanitarie e di stabilità degli alberi (Federazione regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia, ver. 16 febbraio 2016).
Tali linee guida prevedono diversi gradi di approfondimento dell’indagine fitostatica – speditiva, ordinaria o avanzata.
Nell’espletamento dell’incarico sono state svolte valutazioni:
- ordinarie, basate su un’attenta analisi visiva dell’albero, comprensiva di anamnesi, studio della stazione e delle condizioni di radicazione, esame dello stato fitopatologico;
- avanzate, che associano approfondimenti strumentali alla valutazione visiva approfondita di cui alla valutazione ordinaria.
Esame visivo
Nel corso dell’esame visivo, il valutatore si muove intorno a tutto l’albero, osservando approfonditamente il sito di radicazione, il colletto, il tronco e i rami e con l’eventuale ausilio di semplici strumenti (es. martello, sonda) al fine di acquisire informazioni in merito alle condizioni dell’albero e ai suoi difetti. In particolare, l’attenzione è rivolta a sintomi esterni di possibili difetti tissutali interni (ferite, invaginazioni, depressioni, ecc.). La sola valutazione visiva da terra, tuttavia, presenta alcune limitazioni riferibili principalmente a eventuali difetti presenti al di sotto del piano campagna, o in quota, nella porzione superiore della chioma.
Esame strumentale
L’indagine strumentale si attua in seguito al riscontro di alterazioni esterne mediante ispezioni con attrezzature che rilevano e quantificano l’entità di eventuali fenomeni degenerativi presenti all’interno della pianta. L’indagine strumentale è stata svolta mediante l’impiego di un dendrodensimetro modello IML PD400, apparecchiatura in grado di quantificare la resistenza offerta dai tessuti legnosi alla rotazione e alla penetrazione di un ago rotante.
Classi di propensione al cedimento
L’integrazione dei giudizi e dei risultati ottenuti dalle due componenti del metodo permette di attribuire il soggetto arboreo a una classe di propensione al cedimento. Le classi, contrassegnate dalle lettere A, B, C, C-D e D in ordine crescente di pericolosità, identificano il livello di pericolo fitostatico, ossia la probabilità di schianto della pianta (o di sue parti), e i tempi tra un controllo e il successivo, al fine di monitorare il progredire o meno di situazioni degenerative. La propensione al cedimento è quindi determinata per il pericolo riferito sia all’intera pianta (rottura al colletto, sradicamento, ecc.) sia a branche e rami (caduta di materiale dall’alto). Si precisa che le valutazioni espresse si riferiscono al momento dell’indagine; eventuali fenomeni esterni (scavi, potature, fenomeni meteorologici intensi, ecc.) possono modificare le condizioni fitostatiche delle alberature indagate. La tabella seguente dettaglia la classificazione delle piante in funzione della propensione al cedimento.
Valutazione del rischio
La valutazione del rischio si ottiene integrando la valutazione del pericolo (definita dalla propensione al cedimento) con la suscettibilità del sito, quest’ultima funzione prevalentemente del tasso di occupazione della potenziale area bersaglio in caso di schianto. Avvertenze Si precisa che, nonostante la valutazione delle condizioni fitostatiche degli alberi e le conseguenti lavorazioni, esiste un rischio residuo circa l’interazione uomo-alberi che non può in nessun caso essere eliminato. In particolare, il rischio può essere accentuato dalla concomitante azione di eventi singolarmente non eccezionali (per esempio pioggia abbondante e vento sostenuto). Si ricorda altresì che eventi meteorologici intensi, scavi e lavorazioni sull’albero possono cambiare il quadro fitostatico e che, quindi, gli alberi esaminati devono essere ricontrollati a seguito di sollecitazioni che possono modificarne gli aspetti meccanici. Le verifiche svolte, di tipo deduttivo, non hanno messo in luce evidenze relative a eventuali carenze del piatto radicale. È facoltà del Committente richiedere approfondimenti di analisi di tipo induttivo, quali la prova di trazione controllata, per una verifica diretta della propensione al ribaltamento dell’albero
