Il 19 luglio 1992 una enorme quantità di tritolo fatta esplodere in via D’Amelio a Palermo uccise il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli. “Erano persone che facevano parte della nostra famiglia – disse di loro Agnese Borsellino – Condividevamo le loro ansie e i loro progetti. Era un rapporto, oltre che di umanità e di amicizia, di rispetto per il loro servizio”.
“Erano uomini e donne al servizio dello Stato, che ben conoscevano i rischi che correvano – ricorda l’assessore alla Legalità Nicola Violante – A 32 anni da quella orribile strage rendiamo omaggio a Borsellino e alla sua scorta e, insieme a loro, a tutti coloro che hanno perso la vita combattendo per la legalità contro la mafia e ogni organizzazione criminale”.
Clelia La Palomenta, presidente della Commissione consiliare legalità e antimafia, ricorda come il 25 marzo scorso Salvatore Borsellino abbia inaugurato con l’Amministrazione comunale al Parco della Legalità una targa dedicata agli agenti delle scorte di suo fratello Paolo e del giudice Giovanni Falcone: lui stesso aveva chiesto di ricordare tutti quanti “perché avevano scelto di restare sempre accanto ai magistrati, sapendo di rischiare la vita”.
“Ricordiamo con profondo rispetto il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Con loro è inevitabile pensare anche a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli agenti Vito Schifani, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo – dichiara il Sindaco Andrea Orlandi – La mafia li ha annientati ma non ha vinto. L’impegno quotidiano è di continuare la loro lotta contro l’illegalità. Rho è schierata contro la mafia e questa Amministrazione lo ribadisce con forza”.
