Dai social alle web radio
I giovani utilizzano lo smartphone non solo in modo passivo, ma per creare comunità e condividere le proprie passioni tra cinema e web radio

Quando i contenuti diventano comunità
“I giovani stanno sempre al telefono”. Sì, ma vi siete mai chiesti in che modo? Nonostante numerosi dati ci indichino che la quantità di tempo spesa sui social va per la maggiore, non tutta la Generazione Z la passa scrollando Reels su IG all’infinito.
Spesso la chiave sta proprio nel modo in cui decidiamo di utilizzarli. Perché la differenza tra passare ore davanti a uno schermo per ingannare il tempo e scrivere una recensione dopo aver guardato un film con i tuoi amici è abissale. Nel primo caso siamo spettatori di un flusso infinito di contenuti, nel secondo, invece, diventiamo parte di una conversazione. Il contenuto così diventa un pretesto, seppur virtuale, per entrare in contatto con altre persone.
Il caso Letterboxd: dal consumo passivo alla condivisione
Ideato nel 2011 da Matthew Buchanan e Karl von Randow, Letterboxd rappresenta uno dei casi in cui l’utilizzo di una piattaforma digitale diventa produttivo. Una sorta di diario cinematografico dove gli utenti possono registrare i film visti, dare loro un voto, creare classifiche, salvare titoli da vedere e scrivere recensioni. Non un “Netflix passivo”, bensì un social che ha come idea principale quella di condividere, attraverso le opinioni e i consigli della community, l’idea di guardare i film.
Con la pandemia che ha contribuito alla diffusione della piattaforma, secondo The Independent, si passa da 1,8 milioni di utenti nel marzo 2020 a 17 milioni all’inizio del 2025. Un dato che mette in discussione l’idea di una generazione svogliata e priva di interessi. Ma realtà come queste dimostrano che, quando il linguaggio si semplifica e la modalità di condivisione diventa spontanea, la Gen Z si dimostra motivata all’idea di partecipare attivamente alla cultura. Una critica cinematografica non dev’essere per forza un testo argomentativo: basta una battuta o una frase d’effetto per esprimere la propria idea e confrontarla con quella di un altro. Letterboxd, quindi, non ti chiede di essere performativo, bensì di portare fuori dalla sala il contenuto di un film.
Il bisogno di comunità e la metamorfosi della radio
Perciò non sempre il tempo passato al telefono è tempo perso, ma soprattutto, realtà come queste ci fanno pensare a quanto conta sentirsi parte di una comunità. Perché, se ci fermiamo a osservare il reale motivo per cui le nuove generazioni si concentrano così tanto nell’uso delle piattaforme online, ci accorgeremmo del forte bisogno di sentirsi parte di qualcosa di più grande. Ma se la combinazione tra il grande schermo e i social network ha portato alla riduzione della distanza con il pubblico, quando si parla di radio, è successo lo stesso? E soprattutto, siamo sicuri che la radio tradizionale sia riuscita a trovare un posto nelle abitudini dei giovani?
La risposta sta nel mezzo. Se negli anni ’70 bastava sedersi attorno a un tavolo e sistemare l’antenna di una radio portatile per sentirsi parte di qualcosa, oggi, tramite un semplice link, si può entrare in diretta, commentare e interagire con chi sta dall’altra parte del microfono.
La nuova era delle Web Radio
Secondo il rapporto del Censis del 2025, il 78% degli italiani ascolta ancora la radio. Il 28,2% tramite smartphone, mentre il 18% via Internet. Questi numeri ci permettono di sostenere una tesi importante: la radio non è scomparsa, si è adattata a una nuova modalità di fruizione. Rispetto alla vecchia modulazione di frequenza in FM, il web oggi offre una serie di vantaggi unici. Le cosiddette web radio possono essere ascoltate in streaming ovunque e in qualsiasi momento tramite smartphone, tablet o PC, per mezzo di un browser o di app gratuite. Una flessibilità che si sposa perfettamente con le esigenze del pubblico giovane, sempre in movimento tra viaggi, lavoro e studio. Sono queste le emittenti che permettono alle nuove generazioni di sentirsi protagoniste, non solo grazie a palinsesti che vanno a concentrarsi su tematiche più vicine al loro mondo, ma anche tramite il coinvolgimento diretto di creator amati. Un modo per affrontare temi quotidiani con lo stesso linguaggio dei social network.
Oltre lo schermo: strumenti per esprimersi davvero
Quindi, sì, i giovani passano parecchio tempo al telefono, ma stare online significa necessariamente perdere tempo oppure può diventare un modo per partecipare e trovare una comunità?
Letterboxd permette di continuare una conversazione dopo un film.
Una puntata radiofonica ti stupisce, incuriosisce e ti avvicina a temi che non pensavi nemmeno di conoscere, oltre che a metterti in contatto con una community disposta a fare del tuo pensiero una riflessione comune.
Il cinema e la radio sono due realtà diverse, è vero, ma entrambe possono trasformare una passione individuale in un’occasione di scambio. Ed è per questo che forse il punto non è determinare se i giovani siano più o meno partecipi rispetto al passato, né stabilire per partito preso che non abbiano più interessi, bensì capire quali strumenti permettano loro di esprimersi e sentirsi ascoltati davvero.

