Ecco Workon, progetto per reinserimento lavorativo donne in cura per tumore al seno

(Adnkronos) – È stato presentato oggi al Senato della Repubblica Workon, il progetto dedicato al reinserimento lavorativo delle donne in cura per tumore al seno, promosso da Fondazione Poliambulanza e Komen Italia, in collaborazione con il Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro. La conferenza stampa, che si è tenuta nella Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama su iniziativa dei senatori Francesco Zaffini e Paola Mancini, rispettivamente presidente e componente della 10ma Commissione permanente del Senato, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della sanità, dell’associazionismo e del mondo del lavoro attorno a un tema che riguarda la continuità della vita personale e professionale dopo una diagnosi oncologica. Sono intervenuti, oltre ai due senatori: Alba di Leone, presidente Komen Italia; Mario Taccolini, presidente di Fondazione Poliambulanza; Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro; Alessandra Huscher, principal Investigator di Workon; Amy Signorini, per Komen Italia. Ha chiuso i lavori il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone. L’incontro ha rappresentato un nuovo passaggio di un percorso già avviato. Difatti Workon era stato portato all’attenzione della Commissione permanente lo scorso luglio, ma solo questa conferenza stampa ha consentito di allargare il confronto, mettendo allo stesso tavolo soggetti con competenze differenti, chiamati ad affrontare un bisogno rilevato nella pratica clinica e nell’esperienza delle pazienti. Workon nasce dalla constatazione che il ritorno al lavoro, pur rappresentando per molte donne una tappa importante del recupero della quotidianità, è spesso gestito ancora in modo frammentato. La paziente si trova a dover tenere insieme gli effetti delle terapie, i tempi della cura, le caratteristiche della propria mansione, il rapporto con l’azienda e l’accesso alle tutele disponibili. Il progetto si propone, quindi, di superare queste problematiche attraverso un modello che integri evidenze scientifiche e competenze cliniche e giuslavoristiche. L’obiettivo non è creare una nuova figura sanitaria, bensì quello di costruire competenze specifiche e un raccordo stabile tra professionisti Il primo asse è scientifico. Workon prevede la validazione di uno strumento sviluppato per valutare i fattori che possono favorire o ostacolare un rientro al lavoro sostenibile dopo una diagnosi oncologica. Lo studio multicentrico italiano prevede il coinvolgimento di 380 donne in sei centri oncologici distribuiti tra Nord, Centro e Sud, con Fondazione Poliambulanza – Breast Unit di Brescia come centro coordinatore, oltre al coinvolgimento della rete Komen Italia. Il secondo asse riguarda il mondo del lavoro. Il progetto prevede un percorso formativo rivolto in primo luogo ai consulenti del lavoro, professionisti centrali nel tessuto delle piccole e medie imprese italiane. La finalità è fornire loro gli strumenti per comprendere gli effetti concreti delle terapie sulla vita professionale per poterli tradurre in tutele, possibilità contrattuali e adattamenti organizzativi all’interno di piani di rientro che siano realistici, personalizzati e soprattutto sostenibili. La prospettiva è infatti quella di formare la figura del job consultant oncologico, ovvero un consulente del lavoro con una preparazione specifica sulle problematiche oncologiche, capace di dialogare con le Breast Unit e di accompagnare la lavoratrice nel raccordo tra il datore di lavoro e gli altri interlocutori coinvolti, nel rispetto di quanto previsto dalla legge n.106/2025. Il modello sarà oggetto di sperimentazione nell’ambito del progetto, con l’obiettivo di raccogliere evidenze utili a valutarne una possibile diffusione su scala nazionale. Il confronto al Senato ha messo in evidenza la necessità di collegare ambiti che ancora oggi tendono a procedere separatamente. La Breast Unit può individuare precocemente criticità e bisogni; la rete associativa porta l’esperienza delle donne e favorisce la diffusione territoriale del progetto; i consulenti del lavoro possono tradurre le tutele esistenti in soluzioni concretamente applicabili nelle aziende. Il coinvolgimento delle istituzioni ha permesso di portare questo modello all’interno di un confronto di carattere nazionale. Gli output attesi comprendono una scala predittiva di rientro al lavoro, utilizzabile in ambito clinico e di ricerca, dati sulle differenze territoriali e contrattuali nel rientro al lavoro e la sperimentazione di un percorso formativo dedicato. Le evidenze raccolte potranno inoltre contribuire al confronto sull’attuazione delle tutele introdotte per i lavoratori con patologie oncologiche e sulle future politiche di riabilitazione lavorativa. “Siamo orgogliosi di poter mettere la nostra professionalità al servizio di questo progetto, pensato per aiutare le donne che stanno affrontando un percorso di cura a non rinunciare a una parte importante della loro vita: il lavoro. Da sempre i Consulenti del lavoro svolgono un ruolo sociale rilevante e ora con Workon avranno la possibilità di acquisire una formazione specifica anche in questo campo, che consentirà di ampliare ulteriormente le loro competenze e il loro impegno a fianco dei lavoratori più fragili”, dichiara il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca. “Komen Italia – afferma Alba Di Leone, presidente di Komen Italia, che conclude – è da sempre accanto alle istituzioni per promuove la prevenzione e la salute nei luoghi di lavoro. Questo impegno si va concretizzando sempre di più attraverso la prevenzione terziaria: aiutare le donne a ridurre il rischio di recidiva e gestire gli effetti collaterali a lungo termine dei trattamenti. Tornare alla propria professione significa, per molte donne che hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno, ritrovare autonomia, relazioni e fiducia nel futuro. Attraverso l'impegno condiviso con le Istituzioni, vogliamo che fra gli effetti collaterali del tumore del seno non ci sia più la rinuncia alla vita lavorativa". “Workon -sottolinea Mario Taccolini, presidente di Fondazione Poliambulanza – affronta un tema che riguarda direttamente la qualità della cura, perché accompagnare una persona significa guardare non soltanto alla malattia, ma anche alla possibilità di recuperare pienamente la propria vita familiare, sociale e professionale. Il valore del progetto sta nell’avere riunito competenze diverse attorno a un obiettivo concreto". La rete prevista dal protocollo comprende Fondazione Poliambulanza a Brescia, Ospedale Bellaria di Bologna, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma, Policlinico di Bari, Ospedale Perrino di Brindisi e Presidio Ospedaliero Madonna delle Grazie di Matera. La composizione geografica è stata pensata per raccogliere esperienze differenti per territorio, condizione socioeconomica e tipologia contrattuale, con l’obiettivo di costruire evidenze rappresentative del contesto italiano.
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