Giornata Alzheimer, Milano lancia le “Antenne di comunità” nei quartieri
Nella Giornata dell'Alzheimer il Comune di Milano presenta "Antenne di comunità" per intercettare i primi segnali di decadimento cognitivo e sostenere i caregiver

In occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, l’Amministrazione comunale di Milano lancia il progetto “Antenne di comunità: riconoscere, connettere, prendersi cura”, una nuova iniziativa ideata per intercettare precocemente le situazioni di fragilità, contrastare il decadimento cognitivo e guidare cittadini e familiari verso la rete dei servizi socio-sanitari del territorio.
La sperimentazione prende il via in due Nuclei di Identità Locale (NIL), Adriano e Porta Vigentina–Porta Lodovica, con l’obiettivo di attivare oltre venti presidi territoriali. Il progetto è gestito in collaborazione con l’associazione Atelier della Mente.
Esercizi, farmacie e volontari: come funzionano le “Antenne”
Il percorso prevede la formazione specifica di commercianti, farmacisti, volontari, associazioni, Case di Quartiere e caregiver. Una volta completati i moduli formativi online e in presenza, i soggetti e le sedi aderenti diventeranno punti d’ascolto e orientamento informale, riconoscibili tramite uno specifico adesivo esposto all’ingresso.
A fianco del nuovo progetto, il Comune prosegue l’investimento nei servizi consolidati come “La Bussola” (evoluzione dei Centri di Psicologia per l’Anziano e l’Alzheimer), presente con dieci sedi distribuite nei nove Municipi cittadini per offrire consulenza e supporto ai caregiver.
Per il 2026 l’Ente ha inoltre confermato uno stanziamento di 32mila euro destinato agli enti del Terzo settore impegnati in attività psicosociali continuative per persone affette da demenza e per i loro nuclei familiari.
L’appello dell’Assessorato al Welfare per un contributo nazionale
Per costruire città capaci di intercettare il bisogno, orientare e accompagnare servizi sanitari e sociali, Terzo settore, famiglie e comunità devono lavorare sempre più come parti della stessa rete di cura. Sull’Alzheimer e le demenze esistono poche risorse nazionali, destinate esclusivamente al sistema sanitario e alle Regioni, ma manca ancora un finanziamento strutturale e dedicato ai Comuni per sostenere proprio quelle attività sociali e di prossimità che accompagnano le persone e le famiglie nella vita quotidiana. Oggi servizi di orientamento, sostegno ai caregiver, reti territoriali e interventi comunitari vengono quindi garantiti in larga parte attraverso le risorse che i Comuni riescono autonomamente a mettere a disposizione. Non possiamo lasciare sole le amministrazioni locali davanti a una sfida che crescerà insieme all’invecchiamento della popolazione: serve un impegno nazionale stabile anche su questa parte della presa in carico.
Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute
