A Monza ENPA salva anatre, pesci e tartarughe nel Lambro prosciugato dal caldo
Operazione di ENPA Monza nel Lambro in secca: salvate famiglie di germani, intervento anche per pesci e tartarughe con Protezione Civile e BrianzAcque.

Il caldo eccezionale e la prolungata assenza di piogge stanno mettendo a dura prova anche la fauna selvatica. A Monza, dove il ramo principale del Lambro è ormai quasi completamente in secca, i volontari di ENPA Monza e Brianza sono intervenuti per soccorrere gli animali rimasti intrappolati nelle poche pozze d’acqua ancora presenti.
Salvate due famiglie di germani
L’intervento, ribattezzato “Operazione San Gerardino”, si è svolto giovedì 30 luglio nel tratto del fiume compreso tra il Ponte dei Leoni e piazza Castello. Qui due famiglie di giovani ibridi di germano, ancora incapaci di volare, erano rimaste isolate nelle pozze d’acqua residue, esposte agli attacchi dei predatori e prive delle condizioni necessarie per nutrirsi.
I volontari di ENPA sono riusciti a catturare gli anatroccoli con un retino e a trasferirli in un tratto del Lambro dove l’acqua è ancora presente. Le madri li hanno poi raggiunti in volo, permettendo il ricongiungimento delle famiglie.
Acqua fresca per pesci e tartarughe
La seconda emergenza ha riguardato numerosi pesci e tre tartarughe acquatiche rimasti intrappolati nelle pozze profonde del letto del fiume. Considerata l’impossibilità di trasferirli, ENPA ha chiesto il supporto della Protezione Civile di Monza, della Polizia Provinciale e di BrianzAcque.
Venerdì 31 luglio è stato così effettuato un intervento di rifornimento delle pozze con acqua fresca per aumentare l’ossigenazione e migliorare le condizioni di sopravvivenza degli animali. Se il caldo dovesse continuare, l’operazione verrà ripetuta anche nei prossimi giorni.
L’appello di ENPA
L’associazione ha ringraziato Protezione Civile e BrianzAcque per il supporto e ha rivolto un appello ai cittadini affinché rispettino il fiume, denunciando la presenza di numerosi rifiuti abbandonati nel letto del Lambro, tra lattine, bottiglie di vetro, plastica e altri materiali. Un comportamento che, sottolinea ENPA, aggrava ulteriormente una situazione già resa critica dalla siccità.
