Fine vita a Monza, al Dehon il dibattito tra medici, istituzioni e comunità
All'Istituto Leone Dehon, è andato in scena l'incontro sul fine vita promosso da Territori e Sussidiarietà.

Il fine vita, il ruolo delle cure palliative e le responsabilità delle istituzioni e delle comunità nell’accompagnamento delle persone fragili sono stati al centro dell’incontro “Fine vita: persone, scelte e comunità”, organizzato dall’Associazione Territori e Sussidiarietà giovedì 29 ottobre 2026 all’Istituto Leone Dehon di Monza.
L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, professionisti sanitari ed esponenti del mondo ecclesiale per un confronto sulle implicazioni etiche, sociali, sanitarie e normative del fine vita.
Il dibattito sul fine vita e il percorso legislativo in Lombardia
Ad aprire l’incontro è stato Jacopo Dozio, cofondatore dell’associazione e consigliere regionale di Forza Italia, che ha richiamato l’attenzione sul dibattito legislativo relativo al fine vita in Lombardia.
Dozio ha ricordato l’interruzione del precedente percorso del progetto di legge di iniziativa popolare, a seguito dell’approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità, e ha evidenziato che il tema tornerà all’attenzione del Consiglio regionale.
«Il tema del fine vita tornerà inevitabilmente al centro del confronto politico e istituzionale. Dopo che il precedente percorso del progetto di legge di iniziativa popolare si è interrotto a seguito dell’approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità, la proposta tornerà all’attenzione del Consiglio regionale. Sarà un passaggio delicato, che richiederà un confronto serio e approfondito», ha dichiarato.
Il consigliere regionale ha quindi posto l’accento sulla necessità di interrogarsi sul sostegno da offrire alle persone che affrontano condizioni di sofferenza, attraverso cure, assistenza e accompagnamento.
Le testimonianze di medici, istituzioni e mondo ecclesiale
Il confronto è stato coordinato da Pierfranco Maffè, consigliere comunale di Monza e presidente dell’Associazione Territori e Sussidiarietà.
Sono intervenuti Deborah Giovanati, consigliera comunale di Milano, don Roberto Colombo, membro della Pontificia Accademia per la Vita, e Matteo Beretta, direttore della Struttura complessa Cure Palliative dell’ASST Brianza.
Don Roberto Colombo ha proposto una riflessione sul valore della vita umana e sulla necessità di riconoscere e accompagnare la sofferenza, richiamando anche il fenomeno dei suicidi, in particolare tra i giovani.
Il dottor Beretta ha illustrato l’esperienza maturata nell’assistenza ai pazienti che affrontano percorsi di cure palliative, approfondendo il ruolo degli hospice e l’importanza dell’accompagnamento sanitario e umano.
«Noi curiamo la vita dei pazienti che affrontano questo percorso», ha sottolineato Beretta, richiamando l’attenzione sulla funzione delle cure palliative nell’assistenza alle persone con malattie gravi.
La testimonianza sul primo caso lombardo di suicidio medicalmente assistito
Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Deborah Giovanati, che ha condiviso la propria esperienza di amicizia con Domenico Zuccarella, deceduto nell’agosto 2026.
Secondo quanto riferito durante l’iniziativa, il suo è stato il primo caso di suicidio medicalmente assistito interamente gestito e attuato dal Servizio Sanitario Regionale in Lombardia.
La testimonianza ha contribuito ad affrontare il tema del fine vita anche attraverso l’esperienza personale, accanto agli aspetti sanitari e giuridici.
Il dibattito ha inoltre toccato il quadro normativo nazionale, le pronunce della Corte costituzionale e le competenze delle Regioni, evidenziando la complessità di una materia nella quale si intrecciano diritti individuali, responsabilità delle strutture sanitarie e differenti orientamenti etici.
Dozio: «La vita e la dignità umana devono essere sempre la nostra priorità»
Nelle conclusioni, Jacopo Dozio ha ribadito la propria posizione, sottolineando l’importanza di rafforzare l’accessibilità delle cure palliative e il sostegno alle famiglie.
«Davanti a temi così complessi, credo che il nostro primo dovere sia quello di rimettere al centro la vita e la dignità di ogni persona, in ogni sua fase», ha dichiarato.
«Il confronto sul fine vita deve partire anche dalla capacità del nostro sistema sanitario di garantire cure palliative accessibili, assistenza domiciliare, strutture adeguate e sostegno alle famiglie. La sofferenza di una persona riguarda tutta la comunità e ci chiama a una responsabilità condivisa. Nessuno deve sentirsi solo o abbandonato nel momento della fragilità».
Il consigliere regionale ha quindi richiamato il concetto di sussidiarietà come collaborazione tra istituzioni, realtà sociali, professionisti sanitari e famiglie nell’assistenza alle persone.
Territori e Sussidiarietà proseguirà gli incontri di approfondimento
L’incontro all’Istituto Leone Dehon si inserisce nelle attività promosse dall’Associazione Territori e Sussidiarietà per favorire occasioni di confronto su temi di interesse sociale e istituzionale.
L’associazione ha espresso l’intenzione di proseguire con iniziative dedicate al dialogo tra cittadini, professionisti e rappresentanti delle istituzioni, affrontando questioni che coinvolgono la responsabilità individuale e collettiva.
