Villa Burba ospita Geografie della libertà, sedici opere di arte queer a Rho
Fino al 30 giugno 2026 Villa Burba a Rho ospita la mostra di arte queer Geografie della libertà, curata da Elisabetta Roncati con sedici opere internazionali.

È in corso di svolgimento presso il complesso monumentale di Villa Burba a Rho la mostra di arte contemporanea queer intitolata “Geografie della Libertà. Arte contemporanea tra identità, diritti e possibilità”. L’iniziativa espositiva, promossa dall’Amministrazione comunale attraverso l’Assessorato alle Pari Opportunità coordinato da Alessandra Borghetti, si inserisce nel quadro delle attività culturali parallele alle manifestazioni del “Milano Pride 2026”, finalizzate a stimolare il dibattito pubblico sul contrasto alle discriminazioni, sulle politiche di genere e sul riconoscimento dei diritti civili.
L’esposizione, avviata lo scorso 15 giugno, rimarrà aperta e visitabile dal pubblico fino al 30 giugno 2026 nelle sale del corpo centrale della storica villa situata in corso Europa 291. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con l’esperta d’arte Elisabetta Roncati, saggista e autrice del volume specialistico “Arte Queer. Corpi, segni, storie”, che ha assunto la cura scientifica e l’allestimento del percorso critico all’interno delle sale municipali.
Il percorso espositivo nella Sala degli Specchi e gli artisti presenti
L’itinerario espositivo raccoglie complessivamente sedici opere d’arte contemporanea realizzate da autori di rilievo nel panorama artistico italiano e internazionale. Tra i firmatari dei lavori figurano Carlos Enfedaque, Romina Bassu, Vittorio Iavazzo, Iva Lulashi, Jacopo Di Cera, Maria Giovanna Zanella, Ambra Castagnetti Kos, Guido Sarti e Matteo Pugliese. La selezione spazia attraverso differenti mezzi espressivi che includono la pittura, la fotografia, la scultura, l’installazione e la ricerca visiva pura.
Sotto il profilo allestitivo, le opere contemporanee sono state collocate all’interno della storica Sala degli Specchi, stabilendo un dialogo formale e strutturale con le decorazioni e le architetture storiche della villa del Settecento. Come evidenziato dalla curatrice Elisabetta Roncati, la scelta di integrare i linguaggi artistici del presente con la memoria degli spazi monumentali mira a definire una mappatura simbolica incentrata sui temi dell’autodeterminazione, della fluidità d’identità e della decostruzione delle categorie sociali rigide.
Gli approfondimenti istituzionali e le reti di collaborazione
L’iter della manifestazione ha registrato lo scorso mercoledì 17 giugno un momento di approfondimento istituzionale con lo svolgimento del convegno pubblico “Arte e libertà: rappresentare le identità nel contemporaneo”, ospitato nella Sala Camino. Il focus ha analizzato la funzione dei musei e delle istituzioni locali nei processi di trasformazione sociale, avvalendosi dei contributi tecnici della storica dell’arte Alessia Cucco (fondatrice di GLAC Consulting), dei rappresentanti del Gruppo Donna del CIG Arcigay Milano e di una delegazione degli artisti in catalogo.
L’assessore alle Pari Opportunità, Alessandra Borghetti, ha rimarcato la volontà dell’ente di configurare gli spazi pubblici come luoghi di confronto intergenerazionale e culturale. La realizzazione del progetto espositivo è stata supportata da una rete di partenariati privati e istituzionali, comprendente la Galleria Arterìa di Barcellona, la Galleria Ipercubo, la Collezione MU.RO, la Collezione Giacomo e Alessia Lobina e la Collezione privata Marco Pelligra. La mostra è accessibile gratuitamente nella fascia oraria pomeridiana dalle ore 16.00 alle ore 19.00, con estensione oraria mattutina dalle ore 9.00 alle ore 12.00 durante le giornate di sabato e domenica.
