Pianificare lo sviluppo per un’azienda solida
Fabrizio Confalonieri (Azienda Solida) spiega come far crescere l'impresa in modo sano e sostenibile attraverso i numeri, il budget e la rete Arcadia

Fabrizio Confalonieri raccontaci il tuo percorso e la missione di Azienda Solida.
Sono uno dei soci fondatori di Azienda Solida. Nasco come dottore commercialista e revisore contabile, con una formazione nelle “Big Five” della consulenza. Mi occupo prevalentemente di amministrazione, finanza e controllo. Il nostro obiettivo è supportare le imprese in una crescita organica e sensata, aiutandole a dare basi concrete ai loro progetti.
Cosa rende un’impresa davvero solida? È solo una questione di numeri?
I numeri sono nient’altro che il riflesso delle scelte imprenditoriali. La solidità nasce dalla visione e dalla capacità di mettere a terra i progetti in modo sostenibile. Bisogna evitare di imbarcarsi in investimenti che non stanno in piedi già sulla carta. Il concetto è intervenire prima di fare danni, sapendo in anticipo quali risultati un’idea può generare nel concreto.
Molte PMI navigano a vista. Come si convince un imprenditore dell’importanza del budget?
Bisogna fare cultura. Spesso l’imprenditore tende a lavorare molto ma a “studiare” poco la propria azienda. Fare cultura significa fargli capire che bisogna fermarsi a riflettere invece di correre costantemente dietro alle urgenze. Essere consapevoli di quello che si fa, attraverso l’analisi degli scostamenti e il controllo di gestione, è vitale.
Non si può arrivare a fine anno e pensare solo alle tasse.
Spesso il commercialista è visto solo come un “esattore”. Qual è il vostro approccio?
È una battaglia che porto avanti da 25 anni. Il consulente non deve solo trovare il modo di pagare meno tasse, ma deve aiutarti a capire se la gestione è profittevole. Paradossalmente, se paghi tante tasse significa che hai fatto utili e che l’azienda va bene. Il problema vero è la marginalità: se lavori in perdita, la banca non ti finanzia. Preferisco un cliente che paga le imposte ma ha il conto corrente pieno.
La crescita può diventare un rischio se non gestita?
Fatturare non è l’unico problema. La vendita deve essere supportata da una struttura che consenta di realizzarla. Meglio una crescita stabile e programmata che un boom improvviso senza basi. Ho visto fallire aziende da 350 milioni di fatturato perché l’imprenditore decideva “a sensazione” senza una struttura di controllo valida. Quando si è grossi e si sbaglia, si rischia di perdere tutto.
Qual è il valore aggiunto della sinergia all’interno di Arcadia Hub?
In Arcadia non siamo tuttologi: noi conosciamo i numeri, ma per tutto il resto abbiamo bisogno di partner che parlino la nostra stessa lingua. La forza di questa realtà è la condivisione di conoscenze e la sinergia. Non si guarda al proprio orticello, ma si lavora insieme per il bene dell’imprenditore. Questa unità d’intenti permette di fare un grande passo avanti sia per noi che per i nostri clienti.
Arcadia Hub, il programma di networking di Atoma e Harlock che aiuta le aziende a crescere, è su Quindici News. Ogni uscita ospita protagonisti del progetto e online le video interviste complete: scoprile tutte nella rubrica L’impresa si racconta.
