Il fattore umano per cambiare la cultura d’impresa
Luca Lisci spiega l'approccio dell'umanista tecnologico per guidare le imprese nell'era dell'IA tra mindset, cultura aziendale e nuovi network.

L’intervista analizza la figura e la visione professionale di Luca Lisci, definito “umanista tecnologico”, focalizzandosi sul ruolo cruciale dell’intelligenza artificiale nei processi di trasformazione aziendale. Attraverso la metodologia “Forma Futura”, viene approfondita l’importanza di un approccio che integri l’innovazione tecnica con l’evoluzione della cultura organizzativa.
Luca Lisci, ci racconti chi sei e qual è la tua missione professionale?
Ho sempre lavorato nell’ambito dell’adozione di nuove tecnologie: soprattutto all’inizio della mia carriera, sono stato definito un “umanista tecnologico”.
Dopo oltre 30 anni, il mio lavoro consiste nell’accompagnare le imprese attraverso la straordinaria trasformazione legata all’Intelligenza Artificiale.
Lo faccio con un approccio che unisce innovazione tecnologica e attenzione alle persone. Utilizzo una metodologia specifica, applicata in programmi di evoluzione e coaching denominati “Forma Futura”, con cui aiutiamo le organizzazioni a evolvere non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto sul piano della cultura aziendale.
Qual è la sfida innovativa più grande per le aziende oggi?
La vera sfida non è la tecnologia dell’Intelligenza Artificiale in sé, ma il mindset.
Molte aziende adottano sistemi di IA senza aver prima preparato le persone a utilizzarli, né aver ripensato i flussi di lavoro. Tuttavia, l’innovazione funziona solo quando è supportata da una pianificazione attenta e da una leadership con obiettivi chiari, in grado di generare fiducia e una comunicazione efficace tra i team.
Bisogna intervenire in modo coordinato su tutti gli ambiti dell’organizzazione: finanziario, organizzativo e tecnologico.
Cosa serve davvero alle imprese per restare competitive?
Vedo le aziende come organismi chiamati a evolvere all’interno di un ecosistema che cambia con una velocità straordinaria, trasformando persino il modo stesso di fare business.
Alle persone servono curiosità e coraggio, assieme alla capacità di non temere l’errore. Alle leadership, invece, sono richieste determinazione e lucidità.
Le aziende che sapranno apprendere rapidamente e valorizzare i propri talenti saranno quelle capaci di trasformarsi senza perdere il proprio DNA culturale, che resta il loro valore più importante.
Il progetto Arcadia Hub come si collega alla tua visione di networking?
Arcadia Hub è un modello che rispecchia pienamente la mia visione del networking: non semplice connessione, ma costruzione di valore condiviso.
Quale valore aggiunto porta l’unione tra consulenza finanziaria e strategica?
È un’integrazione fondamentale, in cui credo profondamente.
Disporre di un piano finanziario solido – ad esempio supportato dalla finanza agevolata e da strutture come Harlock – consente all’imprenditore di affrontare con maggiore fiducia gli investimenti in innovazione e formazione.
Nella mia esperienza, quando la strategia è sostenuta dalle risorse adeguate, è il segnale che l’azienda ha smesso di rincorrere le emergenze e ha iniziato a guidare il mercato.
Arcadia Hub, il programma di networking di Atoma e Harlock che aiuta le aziende a crescere, è su Quindici News. Ogni uscita ospita protagonisti del progetto e online le video interviste complete
