Milano, addio burocrazia: ecco la guida chiara per registrare i figli alla nascita

Il Comune presenta il primo vademecum in legal design sugli atti di nascita. Focus su diritti, doveri e riconoscimento dei figli per famiglie omogenitoriali

Rendere le procedure burocratiche comprensibili a tutti, eliminando il “legalese” in un momento delicato e importante come la nascita di un figlio. È questo l’obiettivo del nuovo vademecum sugli atti di nascita presentato dal Comune di Milano. Si tratta del primo strumento di questo tipo in Italia realizzato attraverso il legal design, una metodologia che trasforma testi giuridici complessi in contenuti visivi, chiari e intuitivi.

Un aiuto concreto per tutte le famiglie

Il documento, donato al Comune dalla realtà Design Rights, accompagna i neo-genitori passo dopo passo, spiegando scadenze e modalità della dichiarazione di nascita (3 giorni in ospedale o 10 giorni in Comune) e i diritti civili che il bambino acquisisce con la registrazione. Ampio spazio è dedicato alla responsabilità genitoriale, definendo con chiarezza i doveri di cura, istruzione e mantenimento che derivano dal rapporto di filiazione.

Focus sulle famiglie omogenitoriali e nuove normative

Il vademecum affronta con trasparenza anche le situazioni più complesse, offrendo un orientamento in un quadro normativo spesso lacunoso. Un capitolo specifico è dedicato alle famiglie omogenitoriali, distinguendo tra i diversi percorsi:

  • Figli di due madri nati in Italia: la guida recepisce la sentenza n. 68/2025 della Corte Costituzionale (del 22 maggio 2025), che riconosce il diritto di registrare la nascita con le generalità di entrambe le madri. Dal momento della sentenza, il Comune di Milano ha già effettuato 77 atti di nascita per bambini nati in Italia da due mamme.
  • Gestazione per altri (GPA): il documento chiarisce che in Italia vige un divieto assoluto per questa pratica e non è previsto alcun riconoscimento diretto, poiché tali percorsi si concludono nei paesi esteri dove la procedura è regolamentata.

Milano capofila nell’innovazione digitale e civica

«Abbiamo voluto compiere un’azione di trasparenza», hanno dichiarato gli assessori Gaia Romani (Servizi civici) e Lamberto Bertolé (Welfare), sottolineando come Milano non voglia restare ferma davanti ai vuoti normativi nazionali. Anche Layla Pavone, coordinatrice per l’innovazione tecnologica, ha confermato che questo approccio visivo e semplificato sarà integrato nel nuovo sito del Comune, rendendo i servizi civici online sempre più interattivi e vicini alle persone.

Il progetto rappresenta un esempio virtuoso di amministrazione condivisa, dove il design diventa uno strumento strategico per rendere i diritti civili davvero conoscibili e, di conseguenza, fruibili da ogni cittadino.

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