Capire l’endometriosi: l’Asst Rhodense spiega come affrontare la malattia

I direttori di Ginecologia dell'ASST Rhodense, Luisa Muggiasca e Ambrogio Frigerio, spiegano sintomi, diagnosi e cure legati all'endometriosi.

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In occasione della Giornata Mondiale dell’Endometriosi, i direttori delle unità di Ginecologia e Ostetricia dell’ASST Rhodense hanno fatto il punto su una patologia complessa che interessa circa il 10% delle donne in età fertile. La dottoressa Luisa Muggiasca, responsabile per l’ospedale di Garbagnate, e il dottor Ambrogio Frigerio, per il presidio di Rho, hanno illustrato le caratteristiche di questa malattia cronica che in molti casi risulta fortemente invalidante.

L’endometriosi è causata dalla presenza anomala di tessuto simile all’endometrio all’esterno della cavità uterina, in zone come ovaie, tube, peritoneo, vagina, retto e vescica. Trattandosi di una patologia ormono-dipendente, questo tessuto va incontro a sanguinamento interno a ogni ciclo mestruale. Tale meccanismo provoca la formazione di cisti endometriosiche, stati infiammatori cronici, cicatrici e aderenze che possono compromettere la fertilità nel tempo.

I sintomi e la difficoltà della diagnosi

I quadri clinici risultano estremamente diversificati e l’intensità del dolore non è direttamente proporzionale all’estensione delle lesioni. Tra i disturbi più frequenti si riscontrano dismenorrea (mestruazioni molto dolorose), dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali), dolori pelvici alla minzione e alla defecazione, stanchezza e nausea o vomito prima del flusso.

La diagnosi si rivela spesso tardiva. Il percorso di accertamento si basa sull’analisi dei sintomi, sulla visita ginecologica e su indagini strumentali quali l’ecografia transvaginale, la risonanza magnetica o la TAC. È possibile ricorrere anche a un esame ematico specifico per valutare i livelli di una determinata proteina. L’unico esame in grado di fornire la certezza diagnostica resta tuttavia la laparoscopia, procedura che permette sia la visualizzazione diretta e l’asportazione delle lesioni tramite esame istologico, sia il contestuale intervento chirurgico.

Le strategie di cura e le esenzioni ministeriali

Non esistendo ad oggi una vera e propria forma di prevenzione, i medici sottolineano l’importanza di attuare strategie di diagnosi precoce, invitando a non trascurare i controlli in presenza di dolore pelvico crescente.

I trattamenti devono essere rigorosamente personalizzati in base all’età della paziente, alla sintomatologia e all’eventuale desiderio di maternità. Nei casi più severi le linee guida prevedono l’impiego di farmaci a base ormonale per mettere in quiescenza la malattia, come la pillola contraccettiva estroprogestinica o terapie a base di solo progesterone. Proprio a causa della gravità degli stadi più avanzati, il Ministero della Salute ha inserito l’endometriosi tra le patologie invalidanti, riconoscendo il diritto all’esenzione dal ticket per visite ed esami specialistici.

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