Influenza aviaria H9: isolato a Monza il primo caso europeo, nessun allarme per la popolazione

Identificato all'Ospedale San Gerardo di Monza il primo caso europeo di influenza aviaria H9. Regione Lombardia: situazione sotto controllo e nessun allarme.

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La rete di sorveglianza epidemiologica della Regione Lombardia ha identificato il primo caso europeo di influenza aviaria di sottotipo H9 in un paziente proveniente dall’estero. L’annuncio è stato dato dall’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, il quale ha confermato che la situazione è sotto controllo e non sussistono motivi di allarme per la popolazione.

Il paziente è attualmente ricoverato in regime di isolamento presso l’ospedale San Gerardo di Monza. L’equipe medica del nosocomio cittadino, oltre al trattamento per l’infezione virale, sta gestendo altre patologie concomitanti di cui il soggetto soffre. Le procedure di coordinamento con il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sono state attivate immediatamente per garantire il monitoraggio rigoroso del caso.

Il sistema di sorveglianza e la diagnosi

L’individuazione del virus è il risultato di un’azione tempestiva che ha coinvolto diversi attori del sistema sanitario regionale:

  • L’indagine epidemiologica è stata condotta da ATS Brianza.
  • Le analisi molecolari per l’esatta individuazione del virus sono state eseguite dall’Università Statale di Milano.
  • La conferma definitiva è giunta dal Centro Regionale Malattie Infettive (composto da DG Welfare, ASST Fatebenefratelli-Sacco e San Matteo di Pavia) e dall’ISS.

L’assessore Guido Bertolaso ha sottolineato come questo episodio sia la prova dell’efficienza della macchina della prevenzione lombarda, capace di agire con precisione chirurgica nell’identificazione di minacce virali d’importazione.

Il parere degli esperti: rischio contenuto

Sulla vicenda è intervenuto anche il professor Fabrizio Pregliasco, virologo presso l’Università di Milano, il quale ha spiegato che, sebbene i virus di origine aviaria come l’H9N2 siano osservati speciali per la loro capacità di mutare, in questo caso specifico si tratta di un’infezione importata in un soggetto fragile e in un contesto clinico ben definito.

Secondo Fabrizio Pregliasco, non vi sono elementi che indichino un rischio immediato per la collettività. L’episodio funge tuttavia da promemoria sull’importanza della “preparedness” e della sorveglianza globale nei confronti delle zoonosi emergenti, confermando che la strategia di identificazione rapida e isolamento resta fondamentale per la sicurezza sanitaria.

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