Commercio locale: la visione di Cesare Lavia
Il segretario di Confcommercio Melegnano parla dell’impegno per i negozi di vicinato tra rigenerazione urbana e lotta all’abusivismo

Cesare Lavia, qual è oggi la missione principale della Confcommercio Melegnano per tutelare e rilanciare il commercio di vicinato?
Confcommercio Melegnano opera in linea con gli obiettivi nazionali di Confcommercio, adattandoli al contesto locale del Sud Milano. La sua missione è rappresentare e tutelare le imprese del commercio, turismo, servizi e professioni, promuovendo lo sviluppo economico e la collaborazione tra imprese, istituzioni e cittadini.
Offre assistenza e consulenza in ambiti come fiscalità, lavoro, formazione, sicurezza, innovazione e digitalizzazione.
Promuove la crescita professionale attraverso percorsi formativi perché la formazione, oggi più che mai, è considerata essenziale per l’innovazione, secondo il principio “Chi non si forma, si ferma”.
Sostiene la cultura della multicanalità, aiutando le imprese sotto casa a integrare strumenti digitali e canali tradizionali per rafforzare il legame con il territorio.
Offre assistenza e consulenza per accedere a bandi e finanziamenti, oltre a convenzioni vantaggiose per ridurre i costi di gestione e aumentare, così, la competitività delle imprese associate.
Confcommercio dedica particolare attenzione alla valorizzazione del commercio di prossimità e alla vitalità dei centri urbani, perché riconosce il ruolo fondamentale che le attività locali svolgono nel mantenere vive le città, rafforzare il tessuto sociale e sostenere l’economia territoriale. I negozi di vicinato non sono solo luoghi di acquisto, ma anche spazi di relazione, sicurezza e identità per le comunità.
Uno degli strumenti più innovativi, in questa direzione, è rappresentato dai Distretti Urbani del Commercio (DUC): veri e propri laboratori di collaborazione tra imprese, enti locali e cittadini. I DUC favoriscono la rigenerazione urbana, migliorano la qualità degli spazi pubblici e rendono le città più attrattive, sostenibili e accoglienti, promuovendo un modello di sviluppo condiviso e partecipato.
Spesso si pensa alle associazioni di categoria come a enti tradizionali. Eppure, le imprese oggi hanno bisogno di transizione digitale e nuovi strumenti di marketing. In che modo state accompagnando i vostri associati verso l’innovazione tecnologica senza perdere il valore del rapporto umano?
Riconosciamo che c’è ancora un po’ di confusione sul concetto di associazione di categoria e sul suo ruolo concreto.
Nel nostro caso, siamo un partner strategico per lo sviluppo aziendale a tutto tondo. Nell’importante ambito della innovazione e della digitalizzazione, ad esempio, abbiamo creato uno vero e proprio sportello (SPIN) per offrire, in modo pratico e non teorico, con meeting sia in presenza che online, supporto alla transizione digitale perché le imprese possano facilmente adeguarsi ai tempi.
Offriamo consulenza per coprire aspetti organizzativi, amministrativi e gestionali, fornendo alle imprese le basi per una crescita sostenibile. Negli ultimi anni, a fronte delle analisi effettuate, si è reso necessario consigliare alle imprese in difficoltà una radicale modifica del modello imprenditoriale, che non assicurava più la sostenibilità aziendale. Oggi, a fronte di questi interventi, sono diventate vere e proprie case history di successo. E lo dico con un certo orgoglio, perché sono le vere soddisfazioni del nostro lavoro.
Concordo che servono anche buone strategie di marketing e visibilità strategica, sia alle nuove imprese che a quelle storiche; far capire che la pubblicità abbia un valore strategico è fondamentale. Il precursore credo sia stato l’americano Henry Ford, che già agli inizi del ‘900 affermava che gli imprenditori che smettevano di fare pubblicità per risparmiare soldi, ottenevano gli stessi risultati di coloro che fermavano l’orologio per risparmiare tempo. Per Ford era fondamentale comunicare adeguatamente il valore del proprio prodotto e differenziarsi rispetto ai concorrenti. Nel suo caso, la differenza stava nella accessibilità delle sue auto, che erano alla portata di tutti (o quasi) rispetto alla concorrenza. In anni più recenti, i dirigenti della stessa casa automobilistica usarono la stessa tecnica per comunicare che nelle loro auto la tecnologia era alla portata di tutti e non era relegata, come nella concorrenza diretta, a una elite di acquirenti che potevano permettersi optionals costosi.
Per agevolare le imprese, abbiamo, dunque, attivato convenzioni con la stampa locale, così come un check-up digitale gratuito, proprio allo scopo di eliminare le barriere all’ingresso per le piccole imprese che vogliono migliorare la propria immagine.
Oggi, il segreto per rimanere competitivi, è avere un approccio “phygital”: è necessario curare bene sia la presenza fisica che quella digitale, in modo coerente e professionale, per creare interazioni coinvolgenti. Questo è il commercio moderno.
Il Direttore di un’associazione di categoria è spesso un ponte tra i commercianti e la pubblica amministrazione. Quali sono i tavoli di confronto più urgenti che state affrontando con il Comune e gli enti locali per migliorare la vivibilità e l’attrattività commerciale di Melegnano?
L’Associazione è competente per 16 comuni, nell’area del sud est milanese, ognuno con caratteristiche, bisogni e peculiarità proprie; sono convinto che i risultati migliori si ottengano proprio grazie alla collaborazione costante tra pubblico e privato, unica modalità capace di valorizzare le specificità di ogni territorio.
I grandi temi, che sono oggetto di tavoli di confronto continui, riguardano in particolare la viabilità e i parcheggi ( miglioramento della gestione della sosta e della segnaletica, per rendere più accessibile i quartieri e favorire la permanenza dei visitatori, l’implementazione delle aree di carico-scarico), la rigenerazione urbana e il decoro (valorizzazione delle aree commerciali, miglioramento dell’illuminazione, spazi destinati ai dehor, pulizia e sicurezza, per un’esperienza d’acquisto più piacevole), eventi e promozione del territorio (che passa in primis dalla costruzione di un calendario condiviso di iniziative culturali e commerciali che rafforzino l’identità cittadina e attraggano pubblico anche dai comuni vicini), sostegno alle imprese locali ( tasse locali e semplificazione delle procedure).
Circa il comune di Melegnano, più di recente, abbiamo apprezzato molto l’impegno dell’Amministrazione nel contrasto all’abusivismo e all’illegalità, fenomeni che danneggiano la stabilità e la credibilità delle imprese sane. Il nostro ringraziamento va alle Forze dell’Ordine (sia alla GdF che alla Polizia Locale).
Allo stesso tempo, riconosciamo l’importanza del lavoro svolto in favore della costituzione del Distretto Urbano del Commercio (DUC); una grande attività, svolta in partenariato pubblico-privato (Comune e Confcommercio) con la finalità di ottenere il riconoscimento da parte di Regione Lombardia, di quello strumento che riteniamo oggi essere il migliore per mettere in rete Amministrazione, associazioni, commercianti e cittadini. Lo scopo è quello di rendere la città più viva, accogliente e attrattiva. In parole semplici, il DUC è un modo per far lavorare insieme chi vive e anima la città, creando progetti condivisi che migliorino la qualità della vita e sostengano il commercio locale. Lo stesso percorso è stato fatto, con altrettanto successo, nei comuni di San Giuliano Milanese, Opera, Pieve Emanuele, Carpiano e Locate di Triulzi. Siamo in dirittura d’arrivo anche nel comune di San Colombano al Lambro. Basti pensare che il nuovo bando regionale (2026) ha stanziato ben 65milioni di euro in favore dei Distretti lombardi.
La formazione è diventata un pilastro fondamentale per la sopravvivenza delle imprese. Quali sono i percorsi formativi più richiesti dagli imprenditori del territorio? Su quali competenze (soft o hard) state puntando maggiormente per i prossimi anni?
La formazione è un elemento imprescindibile per la crescita delle imprese. Anche se spesso si pensa di non avere tempo, è importante ricordare che il tempo dedicato alla formazione è un vero investimento e non una perdita.
Non serve solo a chi è alle prime armi, ma anche a chi ha anni di esperienza alle spalle, perché il mercato cambia di continuo, e anche rapidamente. Parimenti cambiano anche i gusti e le richieste della clientela.
Oggi è fondamentale aggiornarsi e/o formarsi su multicanalità e intelligenza artificiale, strumenti che aiutano le attività a restare competitive e a dialogare in modo più efficace con i propri clienti. Non solo, c’è da precisare che le nuove tecnologie mettono a disposizione una grande quantità di dati, ma questi dati vanno saputi leggere, interpretati e utilizzati in modo strategico, per prendere decisioni più consapevoli e migliorare le performance aziendali.
Parliamo della nuova campagna associativa. In un momento in cui le imprese sono chiamate a fare i conti con l’aumento dei costi e le incertezze del mercato, quali sono i vantaggi reali e immediati che un commerciante o un professionista ottiene decidendo di fare squadra con Confcommercio?
Entrare in Confcommercio significa non essere soli di fronte alle sfide del mercato. In un contesto di costi crescenti e incertezze economiche, l’Associazione offre vantaggi concreti e immediati che si traducono in risparmio, tutela e nuove opportunità di crescita. I soci ci riconoscono che da noi ottengono sempre una risposta ai loro quesiti.
Aderire alla nostra Organizzazione significa avere un interlocutore che difende gli interessi della categoria, contribuendo a creare un contesto più favorevole per chi fa impresa, a livello locale come a livello nazionale.
Gli associati possono contare su un supporto costante in materia di fisco, lavoro, contratto collettivo del lavoro, sicurezza, contrattualistica, credito, digitalizzazione, informazioni sui trend di mercato e di settore. Possono contare su professionisti qualificati, che li aiutano a risolvere problemi quotidiani e a orientarsi tra normative sempre più complesse, facendo parte di una rete di imprese che condividono esperienze, progetti e opportunità. Fare squadra permette di affrontare il mercato con più forza e visione.
Aderire a Confcommercio non è solo una scelta di appartenenza, ma un investimento strategico per il presente e per il futuro dell’impresa.
Di recente Confcommercio ha affrontato un importante percorso di rebranding a livello nazionale e locale. Oltre al nuovo logo e alla nuova immagine coordinata, cosa rappresenta questo cambiamento in termini di approccio e di servizi verso l’associato? È solo un cambio d’abito o c’è un nuovo modo di fare associazione?
Il recente rebranding di Confcommercio non è semplicemente un cambio d’abito, ma l’espressione di un’evoluzione profonda nel modo di intendere e vivere l’associazionismo. Il nuovo logo e l’immagine coordinata rappresentano la punta visibile di un percorso che mira a rendere l’associazione più vicina, moderna e capace di rispondere alle esigenze reali delle imprese e dei professionisti di oggi. Questo cambiamento riflette un approccio più dinamico, orientato all’ascolto e alla personalizzazione dei servizi; un percorso già avviato da qualche anno a questa parte, con lo scopo di costruire un rapporto più diretto e partecipativo con gli associati, valorizzando il dialogo, la consulenza su misura e l’innovazione quali strumenti di accompagnamento alla crescita delle imprese.
Non siamo solo rappresentanza istituzionale, ma un partner strategico, un unico interlocutore capace di offrire soluzioni concrete, formazione, strumenti digitali e opportunità di rete. Il rebranding segna il passaggio da un modello tradizionale a uno più aperto, inclusivo e proattivo, dove l’associato è al centro di un ecosistema di servizi pensato per generare valore e futuro, senza perdere i di vista i nostri più autentici valori, che hanno ispirato la fondazione della organizzazione nel lontano 1945.

Riconosciamo che c’è ancora un po’ di confusione sul concetto di associazione di categoria e sul suo ruolo concreto.
La formazione è un elemento imprescindibile per la crescita delle imprese. Anche se spesso si pensa di non avere tempo, è importante ricordare che il tempo dedicato alla formazione è un vero investimento e non una perdita.
Il recente rebranding di Confcommercio non è semplicemente un cambio d’abito, ma l’espressione di un’evoluzione profonda nel modo di intendere e vivere l’associazionismo. Il nuovo logo e l’immagine coordinata rappresentano la punta visibile di un percorso che mira a rendere l’associazione più vicina, moderna e capace di rispondere alle esigenze reali delle imprese e dei professionisti di oggi. Questo cambiamento riflette un approccio più dinamico, orientato all’ascolto e alla personalizzazione dei servizi; un percorso già avviato da qualche anno a questa parte, con lo scopo di costruire un rapporto più diretto e partecipativo con gli associati, valorizzando il dialogo, la consulenza su misura e l’innovazione quali strumenti di accompagnamento alla crescita delle imprese.