Il Sindaco di Meda, Luca Santambrogio, ha diffuso una nota di aggiornamento in merito all’alluvione del 22 settembre.
La gestione della fase emergenziale ha visto la partecipazione del comune, dei vigili del fuoco, della protezione civile e dei volontari civici in coordinamento tra loro.
Tra le prime operazioni effettuate ricordo lo svuotamento di cantine ed interrati dall’acqua, la pulizia delle strade dal fango e il contemporaneo spurgo della rete fognaria da parte di Brianzacque.
A seguire si è avviato lo svuotamento degli interrati con il posizionamento in strada dei rifiuti e la successiva rimozione di questi da parte di ditte incaricate, degli operai del comune e, principalmente, dei molti volontari intervenuti.
I rifiuti raccolti sono tutti stati concentrati in piazza Aurelio Dozio; il lunedì immediatamente successivo all’evento è iniziata la rimozione dei rifiuti dalla piazza al ritmo di tre cassoni al giorno. Dal 20 ottobre si accelererà l’attività grazie all’affidamento del servizio di trattamento, trasporto e smaltimento dei rifiuti all’azienda partecipata BEA.
Ad oggi i rifiuti accumulati in piazza Dozio sono stimati in circa 4.800 tonnellate.
Una delle prime attività è stato l’attento monitoraggio della situazione post esondazione del reticolo minore e del torrente Tarò.
Per quanto riguarda il reticolo minore (Val de Mez, valle di via San Giuseppe e valle di via Manzoni) la prima attività è stata, con le ditte incaricate dal comune, di rimuovere il materiale trasportato dall’acqua (legname e sabbia) e di rimuovere i calcinacci di muri di cinta crollati all’interno del letto di questi torrenti. Attività, invece, che si sta attivando, principalmente per la Val de Mez, è il dragaggio del letto del torrente in collaborazione con il comune di Cabiate e con un privato che, per convenzione, ha l’obbligo di mantenere pulita la parte tombinata.
Per quanto riguarda il torrente Tarò, reticolo primario, il comune ha immediatamente attivato l’ente gestore, AIPO, per la ricostruzione degli argini distrutti dalla furia dell’acqua. I lavori dovrebbero iniziare il 20 ottobre partendo dall’argine di viale Francia.
AIPO ha anche il compito di rimuovere gli ostacoli creati dai crolli di questi argini all’interno del letto del torrente.
Cosa chiede il Comune di Meda al Governo?
La dichiarazione dello stato di emergenza ed un successivo decreto-legge o un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) per approvare misure di sostegno e ristoro per i danni da alluvione, come il Decreto Alluvione Emilia n. 61 del 2023, con lo stanziamento delle risorse necessarie per i dei danni subiti da privati, commercianti e aziende.
Cosa si ritiene sia necessario urgentemente?
Che il presidente della Regione chieda ad AIPO una netta accelerazione delle pratiche per la realizzazione delle due vasche di laminazione, già finanziate, da realizzarsi ad Alzate e Mariano Comense ma per le quali non è ancora stata avviata la progettazione.
Cosa si può fare dopo l’emergenza?
A seguito dell’esondazione del 31 ottobre 2023, il Comune di Meda ha affidato all’ingegner Galimberti uno studio finalizzato a individuare soluzioni/interventi per mitigare i danni da esondazione e gli effetti sull’ambiente e sull’assetto urbano, anche in relazione agli interventi a monte (vasche di laminazione di Alzate e Mariano).
Il 23 luglio 2025 lo studio è stato presentato agli amministratori comunali e a una rappresentanza di condomini della palazzina di via Solferino 58, tra le più colpite nel 2023, per un approfondimento tecnico dedicato.
Era prevista una presentazione pubblica tra settembre e ottobre, ma l’alluvione del 22 settembre ha causato uno slittamento. Si conta di rendere pubblico lo studio all’inizio di novembre.
Punti chiave dello studio (in sintesi)
– Analisi dei rischi idraulici e scenari di esondazione per il territorio di Meda.
– Valutazione delle possibili misure di mitigazione, con attenzione agli interventi a monte.
– Valutazioni di impatto ambientale e sostenibilità.
– Impatti sui tempi di attuazione e sulle attività di manutenzione e gestione.
Altra valutazione in corso, a seguito di uno studio di verifica, è il rifacimento del ponte di viale Francia (in fase di progettazione) e la valutazione sul rifacimento del ponte di via Luigi Rho.
Altro fattore importante sono le nuove regole su come costruire all’interno dell’area soggetta ad esondazioni: il nuovo P.G.T., nel raccogliere il divieto della realizzazione di interrati dettato da norme superiori, prevede, in caso di lavori di ristrutturazione o abbattimento con ricostruzione, la possibilità di prevedere box ai piani terreno e di recuperare la volumetria in altezza.
Importante anche la regola che aumenta la superficie filtrante e l’introduzione, già presente nelle opere pubbliche da alcuni anni, dell’utilizzo di superfici drenanti per la realizzazione di strade, parcheggi e piste ciclabili (es: via Asti, via Palestro e cimitero comunale).
Importante la collaborazione con Brianzacque per la realizzazione di piccole zone di laminazione per la gestione del troppo pieno della rete fognaria (es: il parco dell’acqua in via degli Angeli Custodi per il quale sono già iniziate operazioni preliminari)
