Un’operazione ingegneristica di precisione ha segnato un’importante tappa nella realizzazione della metrotramvia milanese. Nei giorni scorsi, tra via Idro e via San Mamete, sono stati posati i due ponti in acciaio che scavalcheranno il naviglio Martesana. Queste strutture, lunghe 35 metri e dal peso di 135 tonnellate ciascuna, sono state sollevate da una delle gru più grandi in Italia, alta ben 50 metri.
Un’infrastruttura strategica per il quadrante nord-est
I nuovi ponti collegheranno il quartiere Adriano con la stazione di Cascina Gobba M2 e con la rete stradale principale, includendo lo svincolo della tangenziale e le strade statali. Questo intervento è parte di un progetto più ampio che prevede la realizzazione di quasi 1.400 metri di nuova linea tranviaria, interamente in sede propria, con un costo di 37 milioni di euro finanziato dal PNRR. Il percorso permetterà ai residenti del quartiere Adriano di raggiungere la linea M2 in pochi minuti, offrendo un’alternativa di trasporto rapida e sostenibile.
Accanto alla linea tranviaria, sarà costruita una strada per collegare via Adriano con via Padova, via Palmanova e via Rizzoli, facilitando l’accesso alla tangenziale est e alla Statale 11. Questa nuova viabilità contribuirà a decongestionare il traffico veicolare, in particolare il tratto di via Adriano tra il ponte sulla Martesana e via Brambilla, noto per la sua strettoia. L’intervento mira a migliorare la sicurezza per pedoni, ciclisti e automobilisti, riducendo l’impatto dei mezzi pesanti sulla viabilità locale.
Sul progetto abbiamo incontrato e ci siamo confrontati con il Municipio, i cittadini, i comitati e lo faremo ancora, per realizzare progetti che cambiano in meglio la vita delle persone che vivono nei quartieri. La metrotramvia è parte di un percorso di 13 chilometri che collegherà da est a ovest la periferia nord di Milano, da Cascina Gobba a Certosa FS, attraverso dieci quartieri, Crescenzago, Adriano, Precotto, Bicocca, Niguarda, Pratocentenaro, Affori, Bovisa, Villapizzone, Quarto Oggiaro, aiutando i cittadini che li abitano a muoversi velocemente e in modo sostenibile.
Marco Granelli, assessore alle Opere pubbliche
Una rete di mobilità interconnessa
L’opera è solo un tassello di un’infrastruttura di trasporto più vasta e integrata. L’intera tratta, una volta completata, si estenderà per 13 chilometri e servirà quartieri come Crescenzago, Adriano, Precotto, Bicocca, Niguarda, Pratocentenaro, Affori, Bovisa, Villapizzone e Quarto Oggiaro. La metrotramvia incrocerà le linee della metropolitana M1, M2, M3 e M5, oltre a tre linee ferroviarie regionali (R e S) presso le stazioni di Certosa FS, Greco-Pirelli FS e Bovisa FS. Questa interconnessione renderà più agevoli gli spostamenti verso punti di interesse strategici, inclusi due ospedali (Niguarda e San Raffaele) e due università (Bicocca e Politecnico Bovisa).
I lavori, eseguiti da MM e dalle imprese FIS ConsItal e TecnoFrese, si concluderanno a fine 2026, con l’intera infrastruttura pronta nella prima metà del 2027.
Prove del pre-esercizio per il tram 7
In concomitanza con questi sviluppi, si sono svolte in questi giorni le prove del pre-esercizio del tram 7. ATM sta completando le verifiche necessarie per legge prima di poter ottenere tutte le autorizzazioni. L’attività di pre-esercizio include la verifica del percorso, dell’accessibilità e della sicurezza degli apparati. Successivamente, il tram 7 arriverà in via Adriano, con capolinea all’altezza di via Vipiteno. I lavori per la realizzazione di questa tratta sono stati particolarmente complessi e prolungati a causa della necessità di bonifiche profonde nella zona Tremelloni-Anassagora.
