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Salute

Ossitocina, ecco perché è l’ormone dell’amore e pure dell’amicizia

18 Agosto 2025
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(Adnkronos) – Accomuna il sesso, il parto, l'allattamento e le interazioni sociali, perché viene rilasciata nel cervello umano quando le persone sono impegnate in tutte queste attività. Contribuisce a creare sentimenti di attaccamento, vicinanza e fiducia. E anche per questo viene comunemente chiamato ormone delle coccole o della felicità, poco importa che sia anche associato all'aggressività. Si tratta dell'ossitocina. Un nuovo studio dell'Università della California a Berkeley la mette sotto la lente e spiega nel dettaglio perché l'ormone dell'amore è fondamentale anche per la formazione delle amicizie. Ricerche recenti, spiegano gli scienziati, hanno messo in discussione questa associazione amorosa, suggerendo che l'ossitocina, che nel cervello agisce come neuromodulatore, non sarebbe essenziale per il legame di coppia a lungo termine o la monogamia sociale o anche per il comportamento genitoriale. I lavori erano stati condotti sull'animale monogamo per eccellenza, l'arvicola di prateria, e per gli esperti le conclusioni erano queste, sebbene senza ossitocina le arvicole impiegassero più tempo a formare i legami sociali in questione.  Le arvicole di prateria, che come gli esseri umani formano relazioni stabili e selettive, "sono speciali perché ci permettono di comprendere la neurobiologia dell'amicizia e in che modo è simile e diversa da altri tipi di relazioni", spiega Annaliese Beery, professore associato di biologia integrativa e neuroscienze all'UC Berkeley e autrice principale del nuovo studio, pubblicato sulla rivista 'Current Biology'. Mentre la maggior parte dei lavori si concentra sui legami di coppia, il laboratorio di Beery è particolarmente interessato alle relazioni selettive tra pari, analoghe alle amicizie umane. Studi che potrebbero far luce su condizioni psichiatriche umane, come l'autismo e la schizofrenia, che interferiscono con la capacità di una persona di formare o mantenere legami sociali. E in fatto di legami, le arvicole hanno molto da insegnare: quando due di loro sono amiche strette, si raggruppano fianco a fianco, si puliscono e persino si siedono l'una sull'altra. Beery e Alexis Black, una dei due primi autori dello studio, hanno scoperto che quando questi roditori sono privi di recettori dell'ossitocina impiegano più tempo degli esemplari normali a formare relazioni tra pari. "L'ossitocina sembra essere particolarmente importante nella fase iniziale di formazione delle relazioni e soprattutto nella selettività: 'Preferisco te a questo sconosciuto', per esempio", dice Beery. Gli animali senza segnalazione di ossitocina, quando vengono creati nuovi gruppi spezzando quelli precedenti, perdono subito traccia dei loro partner originali. Le arvicole geneticamente modificate nel laboratorio dell'Università della California a San Francisco dal coautore Devanand Manoli non ricevevano nemmeno le ricompense sociali che normalmente derivano dagli attaccamenti selettivi: non si impegnavano molto per coccolarsi con i loro amici ed erano meno restie e aggressive nei confronti degli estranei. "In altre parole – spiega l'esperto – l'ossitocina gioca un ruolo cruciale non tanto nel livello di socialità delle persone, quanto piuttosto nella loro selettività, nelle persone con cui interagiscono". L'assenza di recettori dell'ossitocina ha modificato anche la regolazione della disponibilità e del rilascio dell'ossitocina nel cervello, come documentato dal gruppo utilizzando un nuovo nanosensore in collaborazione con la ricercatrice post-dottorato Natsumi Komatsu e Markita Landry, professoressa di ingegneria chimica e biomolecolare all'UC Berkeley. Beery ritiene che studiare comportamenti simili in più specie sia fondamentale per determinare cosa sia specifico e cosa sia invece generalizzabile tra le diverse specie. Per integrare la sua ricerca in laboratorio, ha condotto studi sul campo confrontando il comportamento sociale e la distribuzione dei recettori dell'ossitocina nel cervello in un gruppo di roditori sudamericani e di scoiattoli terricoli di Belding nordamericani. Ha anche recentemente avviato test sul campo su diverse specie di arvicole – ce ne sono circa 50 in tutto il mondo – per confrontarne il comportamento sociale. "Mentre la maggior parte dei roditori preferisce interagire con sconosciuti, si scopre che la maggior parte delle specie di arvicole che abbiamo testato nei nostri primi esperimenti sviluppa preferenze tra pari e partner, che è ciò che chiamiamo amicizie selettive. Quindi sembra esserci questa tendenza diffusa a legare – riassume Beery – Ma solo un paio di queste specie sono anche monogame. Credo che questa preferenza per la familiarità sia profondamente radicata". Sebbene l'ossitocina non sia essenziale per la formazione del legame finale, ulteriori studi condotti dallo stesso gruppo e pubblicati nel 2024 hanno dimostrato che le arvicole della prateria con recettori carenti (o 'mutanti nulli') impiegavano circa il doppio del tempo rispetto alle arvicole normali per stabilire una relazione con un potenziale compagno. Beery e Black hanno approfondito con tre serie di esperimenti. In uno, hanno testato quanto tempo serviva a stabilire una preferenza per un partner. Mentre gli esemplari normali impiegavano circa 24 ore di stretta vicinanza, quelli con deficit del recettore per l'ossitocina non hanno mostrato alcuna preferenza in quel lasso di tempo e hanno impiegato fino a una settimana per stabilire una preferenza tra pari. "La nostra conclusione da quell'esperimento è che l'ossitocina non è necessaria per avere una relazione, ma è davvero importante nelle prime fasi di una relazione facilitarne la rapida ed efficiente attivazione", chiarisce Beery. Le arvicole con legami di coppia di lunga data sono state poi messe in una situazione di gruppo misto: un recinto con altre arvicole e molte stanze collegate da tubi. Questi animali "tengono traccia di chi conoscono – osserva Beery – È come se noi andassimo a una festa con un amico: ci metteremmo vicino a lui per la prima parte della festa e poi potremmo iniziare a socializzare". L'assenza di recettori per l'ossitocina invece ha questo effetto: le arvicole semplicemente si mescolano come se non avessero nemmeno un partner lì con loro. Nel terzo esperimento, i ricercatori hanno testato la forza del legame tra pari e di quello di coppia 'chiedendo' ai topi di premere delle leve per raggiungere un amico/partner o uno sconosciuto. Gli esemplari con deficit del recettore dell'ossitocina non premevano di più quando dall'altro lato c'era un 'amico'. La mancanza di segnalazione dell'ossitocina dunque non solo ritarda la formazione di relazioni, ma crea anche deficit nelle relazioni tra pari a lungo termine.  "Si possono osservare contributi della segnalazione dell'ossitocina su entrambi i lati della selettività – conclude Beery – sul versante prosociale, è coinvolta nel desiderio di stare con un amico o un pari conosciuto, mentre sul versante antisociale contribuisce a respingere un animale sconosciuto. Abbiamo osservato gli effetti dell'ossitocina sia sull'affiliazione che sull'aggressività nei nostri altri studi sulle arvicole della prateria, e ciò è in linea con le scoperte umane sul ruolo dell'ossitocina nelle dinamiche in-group/out-group". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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