La Giunta comunale ha approvato il Piano di sviluppo del Welfare 2025–2027, il documento strategico che guiderà le politiche sociali della città nei prossimi tre anni. Frutto di un percorso partecipato promosso dall’Assessorato al Welfare e Salute e dalla Direzione Welfare e Salute, il piano è stato elaborato con il supporto scientifico di CERGAS SDA Bocconi e Codici Ricerche, e si basa su un intenso confronto con la cittadinanza, il Terzo settore e i municipi.
Il nuovo Piano del Welfare è un documento corale, frutto dell’impegno congiunto che ha visto l’Assessorato a confronto con il Terzo settore e tutti gli attori che ogni giorno rappresentano il welfare cittadino nei quartieri milanesi. Un lavoro che indica la direzione delle politiche sociali dei prossimi anni, non dimenticando le solide basi impostate nel triennio precedente, ma tenendo conto dei grandi e veloci cambiamenti in atto.
Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute
Demografia in evoluzione: Milano più anziana, più sola, più fragile
Il piano parte da una analisi approfondita dei trend demografici, che fotografano una Milano in trasformazione. Oggi, gli over 65 rappresentano il 20% della popolazione, con un’età media salita a 46 anni, rispetto ai 45,4 del 2004. Questo dato è legato alla diminuzione della natalità e all’invecchiamento generalizzato, che interessa ormai anche i cittadini di origine straniera, oggi il 21% dei residenti – un dato triplicato in vent’anni.
Con l’avanzare dell’età, crescono le situazioni di fragilità: si stima che circa 78.000 over 65 vivano in condizioni di non autosufficienza, di cui il 71% sono donne. L’assistenza ricade in larga parte sulle famiglie, ma la rete di supporto familiare si sta progressivamente riducendo: i nuclei monocomponente sono passati dal 45% al 57% in vent’anni, mentre il numero di persone celibi e nubili ha raggiunto il 50%.
A questo si sommano disagi legati alla salute mentale – con oltre 48.000 persone sopra i 15 anni affette da disturbi depressivi – e le oltre 62.000 persone con disabilità, mentre aumenta anche il numero di famiglie con minori in condizioni di povertà economica e educativa.
Al termine del percorso partecipato che ha visto la nascita del Piano di sviluppo del Welfare, quattro sono le questioni attorno a cui proponiamo di definire un’agenda comune, concentrando sforzi e investimenti nei prossimi anni: la protezione dei più fragili, elemento fondante del capitale sociale della città; la pluralità delle risposte e dell’offerta di servizi; l’accessibilità delle opportunità di cui la città è ricca e, infine, la presa in carico delle solitudini e la promozione di reti di supporto e occasioni di socialità. Quattro parole che sintetizzano le priorità d’intervento e la direzione verso cui deve andare il welfare cittadino per essere sempre più vicino alle esigenze di tutti e tutte. Accanto alla visione strategica per il futuro, confermiamo l’importante sforzo economico del Comune su questo tema: negli ultimi quattro anni abbiamo investito oltre un miliardo e, con l’assestamento di bilancio in discussione proprio in questi giorni in Consiglio comunale, aggiungeremo ulteriori 24 milioni a quanto già stanziato quest’anno. Siamo consapevoli che le risorse comunali non possono coprire da sole l’intero fabbisogno, per questo vogliamo ampliare la collaborazione a tutta la Milano possibile.
Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute
Una risposta integrata: coprogettazione e welfare di prossimità
Di fronte a questo scenario complesso, il Piano individua le aree strategiche di intervento, orientandosi verso un welfare di prossimità, più capillare, accessibile e costruito in modo condiviso. Il modello proposto supera l’approccio tradizionale dei servizi affidati dall’alto e punta invece sulla coprogettazione come strumento centrale di intervento.
Sono otto le procedure di coprogettazione già attivate, che affrontano temi chiave: grave emarginazione, salute mentale, contrasto alle discriminazioni, inclusione delle persone con background migratorio. Vi partecipano oltre 200 enti del Terzo settore, di cui più di un quarto coinvolti in più progetti contemporaneamente.
Le coprogettazioni rappresentano un cambio di paradigma: la pubblica amministrazione e gli enti del Terzo settore lavorano fianco a fianco, in un rapporto paritario, per costruire risposte complesse e su misura ai bisogni del territorio. Una logica che non solo valorizza le esperienze e competenze delle organizzazioni sociali, ma coinvolge anche università, fondazioni e imprese, in una rete collaborativa ampia e multilivello.
Il percorso del Piano: prossima tappa il Consiglio comunale
Il documento, attualmente approvato dalla Giunta, sarà ora sottoposto alle osservazioni dei Municipi e delle organizzazioni del Terzo settore. Eventuali integrazioni e modifiche verranno valutate e approvate dopo l’estate. Il Piano definitivo sarà infine adottato dal Consiglio comunale, diventando uno strumento ufficiale della città.
Con i suoi 84 articoli e numerosi dati e analisi, il Piano 2025–2027 punta a ridisegnare l’architettura del welfare milanese, con l’obiettivo di garantire equità, inclusione e benessere, anche alla luce delle trasformazioni sociali, culturali ed economiche in atto.
