Diffusione della Popillia japonica: aggiornamento da Cusano Milanino

La Popillia japonica è presente in oltre metà della Lombardia, con la sua area che si sta estendendo a un ritmo di circa 10 km/anno.

La Popillia japonica, coleottero noto anche come scarabeo giapponese, è presente in oltre metà della Lombardia, con la sua area che si sta estendendo a un ritmo di circa 10 km/anno. Cusano Milanino è pienamente all’ interno della zona infestata, non appartenendo a una fascia di transizione o limite.

Interventi e valutazioni possibili

L’attuale infestazione richiede un approccio realistico e bilanciato. Le principali opzioni sono:
1. Trattamenti fitosanitari (pesticidi)
* Pur utili nel ridurre la popolazione adulta o larvale, possono avere impatti ambientali significativi e danneggiare insetti utili, superando eventualmente i benefici.
2. Trappole a feromoni
* Utili solo in fase di contenimento ai margini delle aree ancora libere.
* In aree già infestate, rischiano di concentrarne la presenza, diventando inefficaci come soluzione a livello municipale.
3. Trattamenti adulticidi antizanzare
* L’uso di insetticidi per zanzare potrebbe avere un effetto collaterale positivo sul controllo della Popillia, ne sono previsti tre durante la stagione estiva, anche per questo strumento è importante un utilizzo equilibrato al fine di limitare la diffusione dei biocidi nell’ambiente.

Segnalazioni e implicazioni burocratiche

ERSAF e altri enti competenti hanno inserito Cusano nella loro mappatura ufficiale, tuttavia Regione Lombardia ha implementato solo 2 piani di contenimento del coleottero, a San Siro e a Malpensa, elemento che induce a ritenere come anche su scala vasta sia indispensabile ottimizzare sforzi e risorse in relazione agli impatti potenziali e reali della nuova specie alloctona sul patrimonio vegetale e l’ecosistema.

Conclusioni operative

* La Popillia japonica non è eradicabile nel corto termine, data la sua presenza ormai consolidata sul territorio.
* Si privilegia la continuazione dei trattamenti adulticidi antizanzare, adottando modalità efficaci e mirate.
* Eventuali trappole a feromoni non sono consigliate in una zona completamente infestata, per il rischio di effetto calamita.
* Si proseguirà con interventi localizzati a basso impatto, integrati al monitoraggio già svolto volto soprattutto a comprendere l’impatto sul patrimonio arboreo del territorio.
Resta comunque attiva la collaborazione con ERSAF e gli altri enti competenti, che offrono attraverso il servizio fitosanitario utili indicazioni anche rivolte al privato per la gestione delle infestazioni locali.

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