Cristina Riganti, il commercio nel sangue
La prima impresa l’ha creata a 20 anni proprio con uno dei fratelli fondatori di Brums, poi sono arrivati il matrimonio, il figlio, l’impegno in Confcommercio con ruoli regionali e nazionali. Ora è pronta per una nuova sfida

Sembra che per Cristina Riganti avere un equilibrio tra lavoro, famiglia e impegno in Confcommercio sia semplicissimo. Non lo è. È invece il risultato di due grandi approcci culturali: il primo quello di gestione familiare condiviso con marito e figlio, l’altro aver scelto collaboratrici affidabili. E queste sono scelte, non è fortuna.
Come è nata l’idea di aprire il primo negozio?
Non avevo in mente di diventare una commerciante o un’imprenditrice. I miei studi iniziali erano in chimica e massofisioterapia al Gaetano Pini. Da bambina, il mio gioco preferito era fare la commerciante, quindi era sempre nel mio DNA.
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