Come è noto, quando l’eredità è composta da beni immobili, i chiamati all’eredità/eredi hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione per l’assolvimento delle imposte.
È bene precisare che anche l’erede/legatario può godere di alcune agevolazioni fiscali e, tra queste, vi è l’agevolazione prima casa.
Per poter richiedere l’agevolazione prima casa, però, è necessario che sussistano alcune condizioni.
Anzitutto, l’immobile caduto in successione non deve essere classificato come immobile di lusso, quindi non deve rientrare nelle categorie catastali di lusso ossia A1, A8 e A9.
Parimenti a quanto avviene in caso di compravendita con atto tra vivi, chi richiede l’agevolazione prima casa non deve essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge, di un diritto di proprietà, usufrutto, uso, abitazione di altro immobile nel comune in cui si trova l’immobile caduto in successione. L’erede che richiede di poter usufruire dell’agevolazione prima casa non deve, inoltre, essere titolare, neppure per quote o in comunione legale con il coniuge, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà o nuda proprietà, usufrutto, uso e abitazione su altra casa di abitazione acquistata, anche dal coniuge, con il beneficio prima casa.
Per poter mantenere l’agevolazione prima casa l’erede che ha richiesto l’applicazione del beneficio deve stabilire la residenza entro 18 mesi dall’acquisto e, in caso di rivendita del bene entro i primi cinque anni, dovrà acquistare un altro immobile come prima casa entro un anno successivo alla vendita, pena la perdita della agevolazione.
Da ultimo, in caso di un immobile caduto in successione a più eredi, ove uno di questi abbia i requisiti per chiedere ed ottenere l’agevolazione, il beneficio si estende a tutto l’immobile e coinvolge le quote degli altri coeredi.
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