La rassegna teatrale al via il 5 aprile inaugura le attività del progetto LETTERA. TESTAMENTO – QUALE EREDITÀ CI SPETTA PER I SOGNI INFRANTI finanziato da Fondazione di Comunità di Monza e della Brianza.
Il tema attorno al quale ruoteranno tutte le iniziative di progetto sarà quello dei diritti, centrando l’attenzione sul diritto universale alla libertà e all’uguale dignità che si realizza a pieno, come cita il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, solo se, riconoscendo in ogni persona ragione e coscienza, si affianca allo spirito di fratellanza e al dovere di solidarietà; il focus specifico i Centri di Permanenza per il Rimpatrio, non luoghi dove tali i diritti e doveri sono sospesi.
Primo appuntamento: VENERDI 5 APRILE H 21.00 – SPAZIO ROSMINI
Discorsi al limite della Frontiera | Ideazione e regia Alice CONTI, testo
Chiara ZINGARIELLO, drammaturgia Alice CONTI e Chiara ZINGARIELLO, disegno luce, audio, scene Alice COLLA, costumi Eleonora DUSE, assistenza produzione Valeria ZECCHINATO, in scena Alice CONTI, uno spettacolo di ORTIKA – gruppo teatrale nomade.
Con il patrocinio di Amnesty International
Spettacolo sui “campi di accoglienza” per migranti stranieri, tratto dalle interviste originali a lavoratori ed ex- reclusi di un C.I.E. italiano (Centro di Identificazione ed Espulsione per stranieri oggi CPR).
Da qui. Da un paesaggio che ci battezza. Dalla città fantasma dentro la città reale. Dal C.I.E. – Centro di Identificazione ed Espulsione per stranieri; in Italia mezzo milione di persone vi sono passibili di internamento fino a 18 mesi.
I clandestini, una categoria che questo luogo serve a creare e che non esiste se non in relazione a questo luogo. Il Campo crea e rinomina attraverso le sbarre i corpi delle persone che confina; c’è un destino nell’assegnazione di
uno spazio. La Crocerossina in uniforme d’accoglienza ci guida dentro il suo campo da gioco, danza paternalista
i turni, canta chiusa in ufficio, dalla radio le voci dei prigionieri. Un viaggio dentro il Campo, le sue regole e il suo
linguaggio orwelliano, dentro uno sguardo ravvicinato e miope sull’altro. Il Campo introduce nello spazio civile della città un’eccezione inquietante e antica: le persone vi sono recluse non per qualcosa che hanno fatto ma per
qualcosa che sono.
E’ possibile contribuire alla raccolta fondi di progetto:
