Rimuovere il tema della “colpa”, umanizzarle, raccontarne gli impatti sulla società, sulle famiglie e sulla persona dipendente. È il taglio con cui, a partire dal 3 ottobre, un ciclo di incontri gratuiti ospitati in Cascina Roma (alle 21) dal titolo (In)dipendenze, affronterà il tema delle dipendenze, fornendo spunti di riflessione per chiunque si trovi ad affrontarle, per denunciare l’assurdità dello stigma con cui ci si rivolge a chi ne è colpito e per evidenziare che il recupero è possibile attraverso servizi adeguati e con il sostegno della comunità.
Il primo appuntamento, in calendario martedì 3 ottobre, verterà sulla tossicodipendenza e sarà condotto da Simone Feder, educatore, psicologo e coordinatore dell’area Giovani e Dipendenze della comunità Casa del Giovane di Pavia, dove è responsabile delle strutture terapeutiche. Insieme a Feder saranno presenti due operatori della comunità che racconteranno il loro punto di vista e la loro esperienza. Il secondo incontro è programmato martedì 7 novembre e approfondirà le dinamiche della dipendenza dall’alcool grazie al contributo del dottor Ruggero Merlini del nucleo operativo alcologia dell’Area Milano Sud. A condurre il terzo incontro, in agenda il 28 novembre e incentrato sulla ludopatia, sarà ancora Simone Feder, in qualità di cofondatore e coordinatore nazionale dell’associazione Movimento No Slot contro il gioco d’azzardo di massa e di referente di diversi progetti scolastici dedicati alla prevenzione e all’educazione alla legalità.
La tematica delle dipendenze, a corredo della rassegna, sarà ulteriormente approfondita da un podcast di tre puntate, curato dal blogger Mattia Tortelli, che sarà diffuso attraverso i canali social dell’Ente.
Ho fortemente voluto questo ciclo di incontri per affrontare in modo aperto, umano e informativo la questione delle dipendenze, un tema spesso circondato da pregiudizi e stigmatizzazione. Gli appuntamenti sono rivolti a chiunque voglia approfondire la tematica. L’auspicio è che vi prendano parte tante famiglie e ragazzi affinché si possa diffondere la consapevolezza che nessuno può considerarsi immune da queste problematiche in grado di devastare la vita sia di chi le sperimenta in prima persona sia quella della sua cerchia d’affetti.
Francesca Micheli, assessora ai servizi sociali.
