Sabato 11 e domenica 12 giugno, ultimo weekend per poter visitare la mostra di Stefano Soddu “Geometrie del ferro” nella chiesa sconsacrata di San Sisto nell’omonima via al centro di Milano, oggi Studio Museo Francesco Messina.
Il punto iniziale del fare artistico di Soddu, nato a Cagliari nel 1946 e il cui lavoro narra di un vissuto trasformato in scultura, è sempre un’improvvisa intuizione, quasi una folgorazione, dalla quale scaturisce il successivo processo creativo. Un percorso poetico ancorato alla storia intima e personale dell’artista sin da ragazzo, quando non faceva le cose ma le sognava, indissolubilmente figlio di una terra arcaica di acqua, di pietra e di cielo, aspra e dolce. Soddu interroga la materia, ci parla, la ascolta e ne porta a galla fascino e mistero: un aspetto strettamente legato al suo essere non solo scultore ma anche scrittore di racconti e di parole, per cui nelle sue opere materia e narrazione si fondono pienamente. Nelle sue sculture, dense di significati simbolici, si avverte una forte tensione spirituale che si declina in una grammatica essenziale e in un forte sconfinamento nello spazio circostante, tanto che, sebbene siano ben fissate a terra o al muro, le sue sculture esprimono al contempo levità
