Data center a Vimercate, nasce il Coordinamento cittadini consapevoli. Il Comune organizza un incontro pubblico
Lettera aperta al sindaco: i cittadini chiedono trasparenza sui due progetti di data center e un confronto pubblico. L'amministrazione risponde fissando un incontro pubblico il 13 novembre

Nasce a Vimercate il Coordinamento spontaneo cittadini consapevoli, un gruppo che chiede trasparenza e un confronto pubblico sui due progetti di data center previsti sul territorio comunale. Il Coordinamento ha inviato una lettera aperta al sindaco e ai membri del Consiglio comunale, sollevando una serie di interrogativi sui possibili effetti ambientali, energetici e sanitari dei nuovi insediamenti.
La comunicazione è stata trasmessa, secondo quanto riferito dal gruppo, anche ai sindaci dei Comuni situati entro un raggio di dieci chilometri, con l’obiettivo di coinvolgere le amministrazioni dei territori potenzialmente interessati dagli effetti delle infrastrutture.
Le richieste principali sono tre: chiarire lo stato degli iter autorizzativi, rendere accessibile la documentazione tecnica e organizzare un confronto pubblico con la cittadinanza. Il Coordinamento chiede inoltre la sospensione delle procedure fino a quando non saranno stati forniti i chiarimenti richiesti.
I due progetti di data center a Vimercate
Al centro dell’iniziativa ci sono due proposte di insediamento tecnologico, localizzate in aree differenti della città.
La prima riguarda il campus tecnologico nell’area ex IBM, nella frazione di Velasca, indicato nella lettera come progetto riconducibile a Kryalos SGR e QTS.
La seconda interessa l’ambito di trasformazione AT.6, tra via Santa Maria Molgora e via Bolzano, con proponenti Giambelli S.p.A. e Hyper Data S.r.l..
Secondo i dati riportati dal Coordinamento, i due progetti prevedrebbero una richiesta di potenza elettrica di 220 MW ciascuno, per un totale di 440 MW. La lettera indica inoltre superfici di circa 100.000 metri quadrati per le strutture del progetto ex IBM e di 82.000 metri quadrati per quelle dell’ambito AT.6.
Si tratta di cifre contenute nel documento di contestazione, che richiedono un riscontro negli elaborati progettuali ufficiali per essere considerate dati definitivamente accertati.
Energia, emissioni e calore: le preoccupazioni del Coordinamento
Una delle principali questioni sollevate riguarda il fabbisogno energetico delle due infrastrutture e le possibili conseguenze sulla rete elettrica locale.
Il gruppo chiede quali valutazioni siano state effettuate sulla disponibilità di energia, sulle eventuali opere di potenziamento della rete e sulle possibili ripercussioni per cittadini e imprese.
Un altro tema è quello del calore prodotto dai sistemi informatici e dagli impianti di raffreddamento. Il Coordinamento richiama alcune ricerche internazionali sugli effetti termici dei data center e domanda che venga valutato non soltanto l’impatto di ciascun progetto, ma anche quello cumulativo dei due insediamenti.
La lettera sostiene che la vicinanza delle strutture, indicate a circa 3,5 chilometri di distanza, renda necessario uno studio specifico sulle possibili modificazioni del microclima.
Il Coordinamento chiede inoltre di approfondire la possibilità di recuperare il calore residuo prodotto dagli impianti, valutandone un eventuale utilizzo attraverso sistemi di teleriscaldamento.
Generatori di emergenza e qualità dell’aria
Tra le criticità evidenziate figura la presenza di generatori di emergenza alimentati a gasolio, utilizzati nei data center per garantire la continuità operativa in caso di interruzioni dell’alimentazione elettrica.
Secondo la lettera, il progetto dell’area ex IBM prevederebbe 126 generatori. Per il secondo insediamento il Coordinamento ipotizza un numero analogo, arrivando a una stima complessiva di 252 unità.
Quest’ultimo valore è tuttavia una proiezione formulata dal gruppo e non un dato tecnico confermato per entrambi i progetti.
Il Coordinamento chiede che siano resi pubblici i dati relativi alle emissioni previste durante le prove periodiche e in caso di emergenza, con particolare attenzione agli ossidi di azoto e al particolato.
Tra le richieste figura anche la valutazione degli effetti cumulativi sulla qualità dell’aria, attraverso verifiche e sistemi di monitoraggio indipendenti.
Consumi idrici, rumore e sicurezza degli impianti
La lettera affronta anche il tema dell’utilizzo delle risorse idriche. Il Coordinamento chiede di conoscere i consumi d’acqua previsti dai due progetti, sia durante il normale funzionamento sia nelle condizioni estive più impegnative, e le modalità di gestione degli eventuali scarichi.
Un ulteriore punto riguarda l’impatto acustico degli impianti di raffreddamento, delle pompe e dei trasformatori. Il gruppo sollecita valutazioni che prendano in considerazione anche le componenti sonore a bassa frequenza e gli eventuali effetti sulle aree residenziali vicine.
Vengono inoltre sollevati interrogativi sulla sicurezza dello stoccaggio del carburante necessario ai gruppi elettrogeni e sulle caratteristiche geologiche dell’area ex IBM, con particolare riferimento al fenomeno degli «occhi pollini», cavità sotterranee che possono interessare alcuni terreni della Brianza.
Il Coordinamento richiama anche la normativa sugli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, chiedendo chiarimenti sulla sua eventuale applicabilità ai progetti. La classificazione degli impianti ai sensi della normativa Seveso richiede però verifiche tecniche e amministrative specifiche e non può essere considerata accertata sulla sola base della lettera.
Le richieste al sindaco: accesso agli atti e Consiglio comunale aperto
Oltre a esprimere preoccupazione per i possibili impatti ambientali, il Coordinamento contesta quella che considera una insufficiente informazione pubblica sui due procedimenti.
Nel documento viene formulata una richiesta di accesso civico generalizzato (FOIA), ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del Decreto legislativo 33/2013, per ottenere la documentazione relativa ai progetti.
La richiesta riguarda, tra gli altri, gli atti urbanistici, le varianti, gli accordi, i pareri degli enti coinvolti e gli studi di impatto ambientale, acustico e idrico depositati presso il Comune.
Il Coordinamento sollecita inoltre la convocazione di un Consiglio comunale aperto e di un’assemblea pubblica, con la partecipazione di tecnici ed esperti indipendenti.
Infine, viene chiesto il congelamento degli iter autorizzativi fino alla conclusione di un percorso di informazione e confronto con la popolazione.
Nella lettera, il Coordinamento precisa di non essere contrario per principio allo sviluppo tecnologico e di riconoscere l’importanza della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale.
La posizione espressa è che l’espansione delle infrastrutture digitali debba essere accompagnata da garanzie di sostenibilità e da una valutazione trasparente delle conseguenze sul territorio.
«La salute delle persone, la stabilità delle nostre risorse idriche ed elettriche e il valore delle case dei vimercatesi non sono merce di scambio per i profitti dei giganti del tech», afferma il Coordinamento nel comunicato diffuso alla stampa.
Il gruppo chiede quindi una risposta pubblica dell’amministrazione e un coinvolgimento diretto della cittadinanza nelle decisioni che riguardano il futuro delle due aree.
Per informazioni sul Coordinamento cittadini consapevoli di Vimercate è disponibile l’indirizzo email [email protected].
Incontro pubblico il 13 novembre
L’Amministrazione Comunale promuove un incontro pubblico dedicato al tema dei data center e alle loro ricadute sul territorio, con l’obiettivo di informare i cittadini e approfondire gli aspetti ambientali, urbanistici ed economici legati a queste infrastrutture sempre più strategiche per lo sviluppo digitale.
L’appuntamento è in programma venerdì 13 novembre alle ore 20.30 presso l’Auditorium della Biblioteca Civica, in piazza Unità d’Italia 2/g.
Nel corso della serata interverranno il Sindaco Francesco Cereda, l’Assessore alla Rigenerazione Urbana Mariasole Mascia e il Dott. Arturo Ciotti dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, che offriranno un quadro delle opportunità e delle criticità che questi insediamenti possono comportare per il territorio, affrontando temi quali la sostenibilità ambientale, i consumi energetici, l’occupazione e lo sviluppo urbano.
L’iniziativa vuole essere parte del percorso di informazione e confronto promosso dall’Amministrazione comunale per garantire la massima trasparenza su un tema di grande interesse per la comunità locale.
L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza.
